Uno studente di criminologia che aveva sconvolto gli Stati Uniti uccidendo quattro studenti senza mai rivelarne il motivo è stato condannato il 23 luglio all’ergastolo senza possibilità di liberazione anticipata.
Dopo due anni e mezzo di silenzio, Bryan Kohberger, 30 anni, si era finalmente dichiarato colpevole del quadruplo omicidio, commesso nel novembre 2022 nella cittadina di Moscow, nell’Idaho, una decisione che gli ha permesso di evitare la pena di morte.
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Cosa succede negli Stati Uniti. A cura di Alessio Marchionna. Ogni domenica.
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Il quadruplo omicidio, avvenuto il 13 novembre 2022, aveva sconvolto il paese: i corpi di Kaylee Goncalves e Madison Mogen, entrambe ventunenni, e di Xana Kernodle ed Ethan Chapin, ventenni e fidanzati, erano stati trovati in una casa, pugnalati a morte. Erano stati uccisi nel sonno, senza che gli altri due coinquilini si svegliassero.
La polizia aveva arrestato Kohberger il 30 dicembre 2022, a migliaia di chilometri dalla scena del crimine, a casa dei suoi genitori in Pennsylvania.
Al momento dei fatti, l’assassino studiava all’università dello stato di Washington per conseguire un dottorato in criminologia.
Era stato identificato grazie al dna trovato su un fodero di coltello rinvenuto sulla scena del crimine, ai dati telefonici e alle immagini della sua automobile che circolava nel quartiere al momento degli omicidi.
“Vigliacco in cerca di attenzione”
Ma non è mai emerso un movente e l’assassino non ha fornito spiegazioni. Un comportamento che ha finito per esasperare il giudice Steven Hippler, che il 23 luglio l’ha definito “un vigliacco in cerca di attenzione”.
“Più ci sforziamo di spiegare l’inspiegabile, più gli diamo potere e controllo”, ha affermato Hippler, sottolineando che “è arrivato il momento di mettere fine ai suoi quindici minuti di gloria”.
“Lo condanno all’ignominia e all’isolamento di una detenzione a vita”, ha insistito, auspicando che il caso non diventi il tema di un libro o un documentario.
Il patteggiamento, con l’ergastolo in cambio dell’ammissione di colpevolezza, era stato contestato da alcuni familiari delle vittime, in particolare quelli di Goncalves, che chiedevano la pena di morte e spingevano per l’applicazione di una legge promulgata di recente nell’Idaho, che prevede il ricorso al plotone d’esecuzione.