Il 24 luglio, durante un vertice a Pechino con i leader dell’Unione europea, il presidente cinese Xi Jinping ha auspicato un rafforzamento della fiducia reciproca, mentre la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha chiesto “soluzioni concrete” per migliorare le relazioni bilaterali.
La Cina punta a rafforzare i legami con il vecchio continente, presentandosi come un partner più affidabile degli Stati Uniti guidati da Donald Trump.
Ma Von der Leyen e António Costa, presidente del Consiglio europeo, sono arrivati a Pechino con una lunga lista di lamentele.
Tra queste ci sono l’importante squilibrio commerciale a sfavore di Bruxelles, i timori di un’invasione del mercato europeo da parte di prodotti cinesi a basso costo e sovvenzionati, e il riavvicinamento tra Pechino e Mosca sullo sfondo della guerra in Ucraina.
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“Più la situazione internazionale è difficile, più Cina e Unione europea dovrebbero rafforzare la fiducia reciproca e intensificare la cooperazione”, ha affermato Xi.
“Le sfide che l’Europa deve affrontare non provengono dalla Cina”, ha dichiarato, sottolineando che “non ci sono conflitti d’interessi o disaccordi geopolitici fondamentali tra Pechino e Bruxelles”.
Von der Leyen ha definito “essenziale che la Cina e l’Unione europea riconoscano le rispettive preoccupazioni e propongano soluzioni concrete in questo momento cruciale”.
Costa ha fatto sapere che Bruxelles vuole “progressi concreti sulle questioni commerciali ed economiche, in modo che le relazioni siano reciprocamente vantaggiose”.
In un incontro separato, il primo ministro cinese Li Qiang ha dichiarato ai leader europei che una “stretta cooperazione” tra Pechino e Bruxelles è una “scelta naturale”, dato che “sostengono il libero scambio”.
L’Unione europea ha però un enorme deficit commerciale con Pechino, che nel 2024 ha raggiunto i 357 miliardi di dollari (304 miliardi di euro).
Alla vigilia della visita a Pechino, Von der Leyen aveva assicurato che avrebbe chiesto alla Cina di aprire maggiormente il proprio mercato alle aziende europee e di allentare le restrizioni all’esportazione delle terre rare cinesi, minerali strategici fondamentali per un’ampia gamma di prodotti, tra cui smartphone e batterie per auto elettriche.
Per quanto riguarda la guerra in Ucraina, Bruxelles accusa la Cina di fornire a Mosca un importante sostegno politico ed economico.
Il 24 luglio Costa ha esortato Xi a “usare la sua influenza sulla Russia per mettere fine alla guerra”.