Il 21 luglio la difesa civile della Striscia di Gaza e testimoni hanno riferito di colpi di artiglieria su Deir al Balah, nel centro del territorio palestinese, il giorno dopo la diffusione di un appello israeliano a sfollare l’area.
Il 21 luglio l’esercito israeliano ha annunciato l’intenzione di estendere le operazioni militari nell’area anche “in una zona dove non era mai intervenuto prima” in oltre 21 mesi di guerra contro il movimento islamista palestinese Hamas, avvertendo i residenti di andarsene.
Secondo l’Ufficio delle Nazioni Unite per gli affari umanitari (Ocha), nell’area vivevano tra le 50mila e le 80mila persone. Secondo i corrispondenti dell’Afp sul posto, intere famiglie si sono messe in cammino, portando le loro cose in mano o su carri trainati da asini e diretti verso sud.
“Durante la notte abbiamo sentito enormi esplosioni”, ha dichiarato Abdallah Abou Slim, un residente di 48 anni, riferendosi al fuoco dell’artiglieria. “Temiamo che l’esercito israeliano stia preparando un’operazione di terra a Deir al Balah e nei campi del centro della Striscia di Gaza, dove sono ammassati centinaia di migliaia di sfollati”, ha continuato.
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Hamdi Abou Moughsib, cinquant’anni, ha dichiarato all’Afp che lui e la sua famiglia sono fuggiti all’alba verso nord dalla loro tenda nel sud di Deir al Balah dopo una notte d’intensi bombardamenti.
“Abbiamo visto carri armati avanzare per più di un chilometro da Khan Yunis (a sud) verso il sudest di Deir al Balah”, ha detto. “Non c’è nessun posto sicuro nella Striscia di Gaza”, osserva. “Non so dove possiamo andare”.
“Abbiamo ricevuto chiamate da famiglie assediate nell’area di Baraka, a Deir al Balah, a causa del fuoco dei carri armati israeliani”, ha dichiarato all’Afp Mahmoud Bassal, portavoce della difesa civile di Gaza. “Ci sono diversi feriti, ma nessuno riesce a entrare nell’area per evacuarli”, ha aggiunto.
Mai Elawawda, responsabile delle comunicazioni a Gaza per l’ong britannica Medical aid for palestinians, ha descritto la situazione come “estremamente critica”.
“I bombardamenti si stanno svolgendo tutto intorno al nostro ufficio e i veicoli militari sono a soli quattrocento metri dai nostri colleghi e dalle loro famiglie”, ha detto la donna, aggiungendo che “tutti stanno scappando, la maggior parte senza sapere dove andare”.
Contattato dall’Afp, l’esercito israeliano non ha rilasciato commenti.