Il 21 luglio le autorità siriane hanno sfollato le famiglie beduine dalla città di Al Suwayda, a maggioranza drusa, dopo che un cessate il fuoco ha posto fine agli scontri settari in cui, secondo un’ong, sono morte più di 1.100 persone in una settimana.

Le violenze, seguite ai massacri di centinaia di persone della comunità alawita a marzo, indeboliscono ulteriormente il regime islamista di Ahmed al Sharaa, che si è impegnato a proteggere le minoranze in un paese devastato da quasi quattordici anni di guerra civile.

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Il cessate il fuoco è entrato in vigore il 20 luglio, dopo il ritiro dei combattenti beduini e delle tribù sunnite da una parte della città di Al Suwayda, di cui i gruppi drusi hanno ripreso il controllo.

Il 21 luglio la tregua sembra generalmente rispettata, fatta eccezione per gli spari segnalati nelle città a nord di Al Suwayda, ha riferito l’Osservatorio siriano per i diritti umani.

Un corrispondente dell’Afp alla periferia di Al Suwayda ha visto civili, tra cui donne e bambini, sfollati dalla città a bordo di autobus noleggiati dal governo e veicoli privati.

Secondo l’agenzia di stampa governativa Sana, 1.500 persone appartenenti a tribù beduine saranno sfollate.

Le forze di sicurezza hanno eretto barricate di sabbia agli ingressi occidentale e meridionale della città, secondo il corrispondente dell’Afp.