Negli anni duemila, mentre gli Stati Uniti erano impantanati in due guerre impossibili da vincere in Afghanistan e Iraq – due conflitti che il cui costo enorme è stato stimato in ottomila miliardi di dollari – chiunque visitasse la Cina era accolto dalle stesse parole: “Intanto i cinesi lavorano”. Il gigante asiatico, in effetti, era impegnato in un recupero economico velocissimo, con una crescita a due cifre fin dall’ingresso nel 2001 nell’Organizzazione mondiale del commercio.

Due decenni dopo, la Cina è ormai diventata una potenza economica e politica. Fino a poco tempo fa avevamo l’abitudine di affermare con tono saccente che gli Stati Uniti avevano abbandonato il Medio Oriente per concentrarsi su Pechino, vero rivale del ventunesimo secolo. E invece, per l’ennesima volta, Washington è in guerra proprio in quella regione, riportando alla memoria scene del ventesimo secolo.

Donald Trump sta cercando una “rampa d’uscita”, ovvero la possibilità di ritirarsi dal conflitto cantando vittoria anche se la verità è ben diversa. Il problema è che con lo stretto di Hormuz ancora bloccato, questa manovra diventa impossibile. E i cinesi? Continuano a lavorare. Per essere più precisi, i cinesi si fanno “asticizzare”.

La moda del momento, nel paese, è OpenClaw, un agente di intelligenza artificiale nel cui logo c’è un astice. OpenClaw non è stato inventato da un cinese, ma da uno sviluppatore austriaco, Peter Steinberger, poi reclutato dalla statunitense OpenAi. Tuttavia, è in Cina che il programma ha conquistato le masse.

Nelle città cinesi sono moltissimi a farselo installare, sotto la spinta di slogan che proclamano che “padroneggiare OpenClaw è il vostro biglietto d’ingresso per il Web 4.0”. L’attenzione nei confronti di OpenClaw è cresciuta dopo che Jensen Huang, boss di Nvidia guru dell’intelligenza artificiale, ha dichiarato che il sofware creato da Steinberger è il nuovo ChatGpt, fenomeno degli ultimi anni nel settore dell’intelligenza artificiale.

Rispetto a ChatGpt e ad altri software simili, OpenClaw può svolgere dei compiti: rispondere alle email, mettere ordine tra i documenti, prendere appuntamenti, ecc. Con degli inconvenienti, certo, ma non sufficienti a frenare il suo successo.

In campo tecnologico gli Stati Uniti ottengono risultati straordinari grazie ad aziende all’avanguardia, ma ancora una volta si sono lasciati trascinare in una guerra insensata i cui obiettivi sono già cambiati diverse volte in tre settimane e che nasce soprattutto dalla volontà di Trump di imporre un nuovo rapporto di forze e piegare il mondo a suo vantaggio.

Il grande paradosso è che per portare avanti questa guerra Trump ha dovuto chiedere un rinvio della sua visita in Cina prevista per la fine del mese, un appuntamento diplomatico cruciale per i rapporti tra i due giganti rivali in tutti gli ambiti. A questo punto, per Trump è meglio rimandare invece che presentarsi a Pechino in posizione di debolezza.

Questo intoppo è il segnale che il presidente statunitense ha ceduto al fascino dello strumento militare al servizio di un sogno imperiale, a rischio di sprofondare il mondo in una crisi energetica e finanziaria. Intanto i cinesi si fanno “asticizzare” con OpenClaw, un altro modo per preparare il futuro e conquistare il mondo.

(Traduzione di Andrea Sparacino)

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