Compagne e compagni, lo so che sono tempi duri, ma devo dirvi le cose come stanno: ho notizie non proprio rosee, intrise di lacrime e sangue. Se leggete questa rubrica, come minimo litigherete con il vostro partner. Alla peggio, divorzierete. Inoltre il pollo arrosto sarà troppo cotto e la lavastoviglie si romperà. La vostra unica possibilità di sopravvivenza è quella di leggermi fino alla fine. Ok?

Lasciate che vi presenti la miccia del candelotto: uno studio pubblicato a gennaio sul sito della rivista Nature, condotto su un campione considerevole di 67mila persone residenti in Estonia. I risultati sono inequivocabili: anche se il desiderio diminuisce con l’età, il desiderio sessuale dichiarato dagli uomini è maggiore di quello delle donne, per tutta la vita. Il picco della libido è intorno ai quarant’anni per gli uomini e ai venti per le donne; non scordatevi il paracadute al momento della menopausa, perché il calo è vertiginoso.

Naturalmente lo studio ricorda l’importanza delle variazioni individuali. Alcune donne riferiscono un desiderio stratosferico, certi uomini passano la mano e preferiscono darsi al giardinaggio.

Dal punto di vista della media statistica, il divario assume proporzioni allarmanti: al massimo del suo desiderio, una donna di vent’anni raggiunge i livelli di un uomo di settantacinque. È doloroso da leggere, vero?

In Francia tale scarto è confermato da altre cifre. In trentasei anni la percentuale di giovani donne fra i diciotto e i ventiquattro anni che attribuiscono grande importanza alla sessualità è scesa dal 62 per cento al 38 per cento, stando a un’indagine condotta a maggiodall’Institut français d’opinion publique per Espace Plaisir. Circa il 56 per cento potrebbe vivere in coppia senza rapporti sessuali. Nel 2000 erano solo il 42 per cento.

Un punto di vista fallocentrico

Bene. Una volta constatato questo dato, bisogna interpretarlo. Spesso si legge che alle donne “manca” il desiderio. Ora, mi dispiace, ma questa “mancanza” esiste solo da un punto di vista fallocentrico. Nel 2026 l’idea che la norma sia quella maschile e che le donne costituiscano una deviazione non può più reggere. Anzi, dato che le donne sono in superiorità numerica, sarebbe meglio ribaltare il discorso e dire che gli uomini hanno troppo desiderio.

Il fatto è che nei periodici femminili troverete migliaia di articoli per “stimolare la propria libido”, mentre nessuna rivista maschile, a quanto ne so, ha mai proposto i suoi “dieci consigli per calmare la libido”.

Quest’asimmetria dovrebbe allarmarci tanto più dal momento che le conseguenze non sono confrontabili. La frustrazione è un fastidio di cui ci si può liberare con la masturbazione. I rapporti sessuali forzati o accettati a malincuore sono un’invasione del proprio corpo.

Ma di certo a risolvere la questione non sarà il mio appello a “defallocentrizzare” il discorso. Perché la vera domanda è: come limitare gli attriti generati da questa (relativa) incompatibilità dei desideri, senza generare ulteriori pressioni?

Innanzitutto possiamo interpretare i dati in modo diverso: questo studio descrive la situazione in un momento ben determinato. Non abbiamo nessuna certezza sul carattere definitivo dell’asimmetria del desiderio.

Per esempio si può notare che all’inizio di una passione amorosa le donne tendono ad avere un forte desiderio sessuale. Sappiamo inoltre che, per garantire la riproduzione, la nostra specie ha interesse a che le donne provino desiderio; e a cosa servirebbero infatti la clitoride, dedicata esclusivamente al piacere, e l’orgasmo, se non fossimo “fatte” per i rapporti sessuali, anche dopo la menopausa?

Forse le donne hanno un desiderio equivalente a quello degli uomini, ma le condizioni per questo desiderio non sono presenti. Spingiamoci un po’ oltre: forse gli uomini non hanno poi tanto desiderio, ma le condizioni che lo favoriscono a dismisura sono costantemente presenti (grazie a una cultura in cui il corpo delle donne è erotizzato, in cui basta premere un pulsante per far apparire attricette in biancheria intima, in cui i musei sono pieni di nudi femminili… avete capito dove voglio arrivare).

A questo punto, so bene che Jean-Michel Darwin mi dirà: eh, ma il testosterone! E Jean-Michel Michelet aggiungerà: eh, ma abbiamo secoli di documenti in cui è attestato che, da sempre, gli uomini si lamentano della mancanza di desiderio delle donne!

Al che risponderò: certo, ma forse il testosterone non è tutto, come dimostra l’esempio della passione amorosa, e forse, in passato, le condizioni del desiderio femminile erano ancora meno favorevoli di adesso (tra il sessismo, i matrimoni combinati e la sfilza di gravidanze, non doveva essere proprio una pacchia quotidiana).

Pura e limpida logica

Oltretutto, lo studio pubblicato su Nature cita sia il ruolo del testosterone sia quello delle abitudini culturali che reprimono il desiderio femminile favorendo contemporaneamente quello maschile. Non insulterò la vostra intelligenza ricordandovi che nel 2026 un uomo che ha voglia è un dongiovanni, mentre una donna che ha voglia è… (inserite qui il vostro insulto preferito).

Personalmente, credo che la questione delle condizioni del desiderio femminile sia di natura sociale. In un mondo ideale, se ne occuperebbero i candidati alle presidenziali. La libido ha bisogno di spazio, e di una certa dose di fantasticherie: come inserire tali momenti in una giornata lavorativa doppia o tripla, satura di carichi mentali e di elenchi di cose da fare, con lo smartphone che fagocita i pochi minuti rimanenti?

Non si può ragionevolmente chiedere alle donne di aggiungere altre voci ai loro impegni. Né gli si può chiedere di dare prova di “spontaneità”. Quello che si può fare, invece, è alleggerirle dal cumulo di compiti da svolgere.

D’altra parte il desiderio si innesta su persone, contesti, narrazioni. Il corpo del partner è desiderabile? La camera da letto è desiderabile? Il processo di seduzione è desiderabile ? Registro un lieve progresso nell’erotizzazione dei corpi maschili, ma siamo ancora ben lontani dall’obiettivo.

Bisognerebbe anche porre (e qui la faccenda si complica) la questione del piacere. Le donne sono esseri di pura e limpida logica: se rifiutano i rapporti sessuali, è perché non ci trovano il loro tornaconto. Vi lascio con questa informazione, con i vostri battibecchi, il vostro possibile divorzio, il pollo bruciato e la lavastoviglie rotta.

L’asimmetria del desiderio

Infine dobbiamo smettere al più presto di vedere le donne come il problema e di pensare che, mettendogli pressione, il distacco si risolverà miracolosamente. Poco fa ho citato Darwin: si dà il caso che la magia dell’evoluzione ci abbia dato, in quanto specie, la possibilità di darci sollievo in modo autonomo, o con partner dello stesso sesso, o addirittura nel sonno. Considerare il rapporto eterosessuale come l’unica opzione è malafede bella e buona.

Anche in questo caso abbiamo un problema culturale: l’omofobia nel nostro paese è tutt’altro che un residuo. Lo stesso termine “segaiolo” ha una connotazione negativa, il che priva gli uomini di una possibile emancipazione erotica. Se le vostre masturbazioni sono insufficienti, forse è perché non ci investite emotivamente o perché lo fate in modo troppo meccanico. Ricordo poi che la monogamia non è obbligatoria e, che se il vostro partner non ha voglia di rapporti sessuali, la cosa si può sbrigare con qualcun altro.

Quindi sì, lo so, sono stata dura con voi. Ma dopo venticinque anni passati a fare questo mestiere, non ne posso più di sentir dire che le donne dovrebbero riaccendere la loro libido in declino, quando oggettivamente le condizioni non lo permettono, e forse non glielo permette neppure la loro biologia (bacetti a Jean-Michel Darwin).

Sapete una cosa? Le donne ce l’hanno messa tutta. Davvero. Con tanta buona volontà. E non ha funzionato. Il giorno in cui la nostra società vorrà seriamente risolvere l’asimmetria del desiderio, a doversi rimettere in discussione saranno gli uomini.

(Traduzione di Francesco Graziosi)

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