Per quattro anni Donald Trump ha minimizzato il rischio di azioni violente dei suprematisti bianchi, e contemporaneamente ha negato che ci fossero pregiudizi razziali all’interno delle forze dell’ordine statunitensi. L’attacco al congresso statunitense del 6 gennaio 2021 ha rivelato il prezzo di entrambe le scelte. E potrebbe dare al nuovo presidente Joe Biden lo slancio politico necessario per invertire la rotta.

L’irruzione nel Campidoglio ha dimostrato fino a che punto la minaccia dell’estremismo bianco si è accentuata sotto l’amministrazione Trump, mentre la risposta debole della polizia ha reso evidente la disparità nel modo in cui vengono gestite le proteste dei bianchi e quelle dei neri. Questo potrebbe rafforzare la posizione di chi chiede una riforma delle forze dell’ordine, sia attraverso nuove leggi al congresso sia permettendo al ministero della giustizia di vigilare sull’operato dei dipartimenti di polizia di tutto il paese, una prerogativa che l’amministrazione Trump ha sostanzialmente cancellato.

Inoltre, dopo quello che è successo il 6 gennaio per i repubblicani al congresso sarà più difficile resistere alle richieste dell’amministrazione Biden di fare di più contro la minaccia del suprematismo bianco. “Non è un fenomeno legato a Trump e non sparirà con la sua uscita di scena”, sottolinea Elizabeth Neumann, per tre anni vicesegretaria del dipartimento per la sicurezza nazionale nell’amministrazione uscente. “È qualcosa di molto serio e profondo. In futuro dovremo affrontare sia i sostenitori radicalizzati di Trump sia questo movimento razzista bianco estremamente forte”.

Dopo l’assalto al Campidoglio, Biden ha mostrasto di voler prendere le distanze da Trump. Proponendo Merrick Garland come ministro della giustizia, ha sottolineato che il dipartimento è stato creato per garantire il rispetto degli emendamenti costituzionali che misero fine alla schiavitù dopo la guerra civile. La missione fondativa del dipartimento, ha spiegato il presidente, era “combattere il Ku klux klan, opporsi al razzismo e sradicare il terrorismo interno. Questo spirito originale dovrà tornare a guidarci”. Garland e gli altri futuri funzionari del dipartimento di giustizia hanno elencato due priorità: affrontare la minaccia del terrorismo interno e combattere i pregiudizi razziali all’interno della polizia.

Nuovo impegno

Non saranno due compiti facili. La minaccia del nazionalismo bianco, spiega Neumann, è cresciuta costantemente negli ultimi quattro anni. Le organizzazioni suprematiste sono sempre esistite, e la loro attività si è estesa dopo l’elezione di Barack Obama. Tuttavia, Trump ha agito “come una sorta di catalizzatore”. Per quanto riguarda la polizia, il fatto che nella folla che ha assaltato il congresso ci fossero molti agenti provenienti da tutto il paese evidenzia un problema grave e spesso ignorato: la presenza dei nazionalisti bianchi nelle forze dell’ordine. Più in generale, la risposta passiva degli agenti e la decisione di permettere alla folla di allontanarsi indisturbata dal Campidoglio hanno confermato l’idea, molto diffusa tra le minoranze, che la polizia tratti i bianchi con indulgenza, perfino quando imbracciano le armi e attaccano un edificio governativo.

La rivolta del Campidoglio potrebbe dare slancio all’impegno per riformare i dipartimenti di polizia, a cominciare dall’adozione della proposta di legge approvata a giugno dalla camera dopo l’omicidio di George Floyd a Minneapolis (il senato non ha votato sulla proposta). Tra le altre cose, quella legge impedirebbe ai poliziotti di prendere al collo i sospettati, vieterebbe ai giudici di concedere mandati di perquisizione che permettono agli agenti di fare irruzione in una casa senza preavviso e istituirebbe un registro nazionale per gli agenti che hanno avuto una cattiva condotta. Sotto la gestione di Vanita Gupta (scelta da Biden come assistente del ministro della giustizia) e di Kristen Clarke (direttrice della divisione per i diritti civili) il dipartimento di giustizia tornerà a vigilare sull’operato della polizia locale, aprendo indagini sui pregiudizi razziali. ◆ as

Internazionale pubblica ogni settimana una pagina di lettere. Ci piacerebbe sapere cosa pensi di questo articolo. Scrivici a: posta@internazionale.it

Questo articolo è uscito sul numero 1393 di Internazionale, a pagina 20. Compra questo numero | Abbonati