Andrea Pauletto
Furgonauta
66thand2nd, 192 pagine, 17 euro

Il romanzo d’esordio di Andrea Pauletto, Premio Calvino 2025, ruota intorno a due mondi raccontati pochissimo: da un lato il lavoro all’interno della logistica e dall’altro il lavoro notturno. Elia, l’autotrasportatore protagonista di questo libro, viaggia su strade, si ferma in piazzole di sosta, carica negli aeroporti, scarica ad Ancona, a Bologna, fuma sigarette, fantastica sulle bariste, le commesse. _Furgonauta _è scritto in seconda persona, quasi ad aumentare la frattura tra la vita lavorativa in movimento e la vita privata sedentaria; tra il giorno e la notte; tra l’io che esperisce e il tu che osserva. La scrittura è ipnotica, a tratti disturbante (nel rapporto con l’altra), e mette in scena la ripetitività di chi lavora nell’autotrasporto seguendo in maniera ossessiva i gesti, una certa ritualità intrinseca nella professione, l’allucinazione e l’alienazione delle tante ore alla guida, le bevande energetiche, il rischio delle dipendenze. _Furgonauta _racconta dello sfruttamento, e quel “tu” c’inchioda alla nostra incapacità di uscire dalle dinamiche di sfruttamento, ricattati dalla necessità di un salario dignitoso, dal tentativo di uscire dalla soglia di povertà con le corse special fuori busta paga. La seconda persona è funzionale anche a denunciare platealmente l’assenza di una prima plurale: quel noi che è il fondamento di ogni lotta sociale. ◆

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Questo articolo è uscito sul numero 1686 di Internazionale, a pagina 82. Compra questo numero | Abbonati