In Tentativo di esaurimento di un luogo parigino Georges Perec osservava la vita quotidiana di una piazza: persone, automobili, bus, animali, nuvole, cose all’apparenza insignificanti. I francesi ci hanno preso gusto, e anni dopo hanno realizzato un esperimento simile per France.tv. Il risultato è un programma di 510 ore consecutive, il cui slogan recita: “In qualsiasi momento può non succedere niente”. Per _Le brame du cerf _dieci telecamere sono piazzate ad arte in un luogo segreto nella foresta dell’Île-de-France, tra radure, alberi, qualche anatra, una volpe, cinghiali, in attesa del bramito del cervo. Le attrezzature sono alimentate da pannelli solari per ridurre al minimo la presenza umana; l’inizio della trasmissione è stato anticipato di una settimana per adeguarsi alla calura estiva. Intorno alla contemplazione sono comparsi podcast, cronache quotidiane, chat che avvisano se succede qualcosa. Il paradosso perfetto della lentezza contemporanea, che dilata il tempo, e si lascia interrompere da una notifica. Mentre la tv e i suoi inserzionisti continuano a considerare l’assenza di azione come un invito a cambiare canale, _Le brame du cerf _spinge oltre il lecito l’attesa per il cervo e il suo verso cavernoso da parte di un pubblico inaspettatamente numeroso. La regia è sapiente: niente parole, niente musica, nessun evento programmato, solo un apparente nulla dentro cui, finalmente, si ricomincia a sentire il mondo. ◆

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Questo articolo è uscito sul numero 1683 di Internazionale, a pagina 80. Compra questo numero | Abbonati