Algoritmo è una parola impersonale. Chiamiamolo Teobaldo, e immaginiamolo come un potente monarca, mille volte più di Berlusconi e Murdoch messi insieme. Ogni giorno macina consensi, crea miti e orienta i consumi. Nel Regno Unito, dove è il governo ad ascoltare i timori di Bbc e affini, e non il contrario, si combatte la prima battaglia tra re Teobaldo e il servizio pubblico. Preoccupate da un potere ormai invasivo, le emittenti invocano una legge che tuteli la visibilità dei propri contenuti su piattaforme e social. Può mai essere Teobaldo a decidere cos’è di interesse pubblico? Lo fa, peraltro, con un trucchetto meschino: se l’_ancien régime _imponeva dichiarando di imporre, Teobaldo impone fingendo di suggerire. Tutelare la Bbc significa difendere il servizio pubblico o solo la sua istituzione storica? Per ora il governo scommette su accordi volontari e sulla promozione delle fonti “affidabili”. Il centro studi Demos propone invece un organismo indipendente e una tassa sui ricavi delle piattaforme per finanziare i contenuti pubblici. Ma il servizio pubblico non può essere un diritto ereditario né tanto meno ciò che raccoglie più clic. Tra ciò che interessa al pubblico e ciò che è nel suo interesse passa una linea sottile, ed è lì che si decide la sorte dello scontro. Il re già sorride. Sa che anche il più autorevole certificatore, prima di apporre il bollino, dovrà chiedergli udienza. Il re è morto. Viva l’algoritmo. ◆
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Questo articolo è uscito sul numero 1680 di Internazionale, a pagina 80. Compra questo numero | Abbonati





