Al centro di Handcuffed: last pair standing _(Channel 4) c’è un’idea ostentatamente infantile: se vuoi che due persone incompatibili imparino a convivere, gli togli la possibilità di scappare. Il reality britannico parte dalla diagnosi che ritrae le società occidentali come arcipelaghi di tribù ideologiche che raramente si sfiorano, e l’affronta con la delicatezza di un fabbro: prende un aristocratico conservatore e lo ammanetta a un ex secondino della _working class, una femminista a un culturista machista, una casalinga a un performer porno gay. Le coppie dormono, si lavano e mangiano sempre polso a polso. La convivenza forzata dovrebbe trasformare il conflitto in logistica condivisa, l’ostilità in comprensione. Non funziona. Già è arduo intendersi sulle ideologie, figurarsi quando del nobile nostalgico di Hitler bisogna tollerare anche odori, rumori e umori. Handcuffed _è l’ultimo di una genealogia di format che incatenano destini: _Chains of love legava sconosciuti in cerca d’amore; The amazing race ha costruito stagioni su coppie costrette a sopportarsi in viaggi estenuanti. Handcuffed riduce tutto all’osso e dimostra che, più della polarizzazione politica, il vero dramma sta nello scoprire che l’altro mastica a bocca aperta o russa come un quartetto di ottoni. Nessuno cambia idea su capitalismo, patriarcato o Brexit. Tutti concordano sull’unica soluzione: rompere il vetro che custodisce le chiavi delle manette. ◆

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Questo articolo è uscito sul numero 1656 di Internazionale, a pagina 86. Compra questo numero | Abbonati