Dopo l’esordio notevole con Nocturnos, arriva Totem, il nuovo sorprendente libro della spagnola Laura Pérez: praticamente un seguito del precedente, che forma così un ideale dittico che potrebbe anche farsi trilogia. Qui la narrazione per immagini fisse, quella ovviamente del fumetto, acquisisce una dimensione sensoriale. Prima di tutto per la sua struttura, una sequenzialità visiva. I pochi testi fanno parlare il silenzio, per così dire, e sono come frammenti sparsi di una realtà a più livelli che sottolineano e acuiscono il senso di un lavoro grafico e ancor più cromaticamente ispirato, quasi sciamanico, in raccordo con l’inconscio e gli archetipi. La contemplazione globale delle tavole restituisce tutta la forza del fumetto, il potenziale espresso dalla sua fissità. Ma c’è anche qualcosa delle installazioni: si potrebbero tranquillamente esporre le tavole dei due volumi come un continuum in uno spazio d’arte, con magari qualche ampliamento sonoro e visivo. In Nocturnos _la citazione d’apertura del poeta Charles Baudelaire (“La notte illumina ciò che il giorno nasconde”) è prolungata da quella dell’astronomo e scrittore Carl Sagan, che apre _Totem: “L’assenza di prova non è assenza”. I luoghi fisici contano solo all’apparenza. Il sogno e la morte divisi da fili sottili sono la vita stessa, dove i destini di tutti gli esseri viventi, lontani nel tempo e nello spazio, sono in verità vicini. Dietro l’angolo (dell’immagine).
Francesco Boille

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Questo articolo è uscito sul numero 1665 di Internazionale, a pagina 88. Compra questo numero | Abbonati