Abbiamo capito. È questo il segnale che il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker ha lanciato con il suo ultimo discorso al parlamento europeo. Alla svolta sull’ora legale fa seguito ora il consistente rafforzamento di Frontex, l’agenzia europea per la protezione delle frontiere esterne. Due misure con cui Juncker vuole dimostrare di essere vicino ai cittadini dell’Unione europea.

Ma a cosa serviranno diecimila agenti in più a protezione dei confini e delle coste? E quale utilità avrà questo rafforzamento se sarà completato solo nel 2020? I dettagli trapelati a Bruxelles non lasciano presagire nulla di buono. Juncker non punta a rendere più semplice il soccorso dei migranti o salvare l’operazione Sophia contro la tratta di esseri umani. Invece di reinserire finalmente il soccorso in mare tra i compiti dell’Unione, l’obiettivo è organizzare i respingimenti a livello europeo, in modo da aumentarne significativamente il numero. Le guardie sarebbero armate e, se necessario, potrebbero essere impiegate anche contro la volontà dello stato interessato. La priorità è proteggere i confini esterni e l’area Schengen, non i profughi. In questo modo Juncker asseconda le richieste dei leader europei, ma anche la pressione dei populisti di destra.

Sembra che il populismo si stia facendo strada a Bruxelles. Anche ammettendo che possa essere utile, il rafforzamento di Frontex arriva con anni di ritardo. Perché i profughi da cui l’Europa vuole proteggere i suoi confini li hanno già varcati da un pezzo. Anche le reazioni politiche e gli effetti collaterali ci sono già stati. Non è più possibile frenare l’avanzata dei populisti di destra con misure simili. Al contrario, così si sentiranno legittimati a invocare più chiusura e più respingimenti.

La Commissione dovrebbe piuttosto incentivare l’integrazione dei migranti con diritto di soggiorno e sostenere la popolazione locale. Bisogna affrontare le conseguenze della crisi migratoria e risolvere i problemi sociali emersi in questi anni. Chi sostiene che lo si possa fare aumentando o addirittura armando le guardie di frontiera sta solo gettando fumo negli occhi dei cittadini. ◆ ct

Internazionale pubblica ogni settimana una pagina di lettere. Ci piacerebbe sapere cosa pensi di questo articolo. Scrivici a: posta@internazionale.it

Questo articolo è uscito sul numero 1273 di Internazionale, a pagina 17. Compra questo numero | Abbonati