Mentre Lorna Powell, medica di pronto soccorso a Londra, guardava le previsioni meteo sull’ondata di caldo estremo nel Regno Unito a giugno, la sua attenzione è stata catturata da un annuncio in particolare. I meteorologi avvertivano che la capitale britannica avrebbe vissuto una serie di cosiddette notti tropicali, in cui le temperature non scendono mai sotto i venti gradi. La previsione si è rivelata corretta: il mese scorso Londra ha dovuto affrontare cinque notti tropicali consecutive, uguagliando il record precedente. Per Powell questo ha significato più pazienti.
Il Regno Unito non è certo l’unico paese in cui il cambiamento climatico ha portato fenomeni meteorologici estremi. In tutto il mondo le temperature delle notti più calde stanno crescendo più rapidamente rispetto a quelle dei giorni più caldi, con conseguenze gravi per la salute e l’economia. Gran parte dell’Europa ha vissuto il mese di giugno più caldo dall’inizio delle misurazioni. Secondo l’analisi dei dati fatta dal Financial Times basandosi sulle temperature provvisorie, centinaia di stazioni meteorologiche in almeno 15 paesi hanno registrato le notti più calde di sempre.
“A rendere straordinaria l’ondata di calore di giugno non è stata solo l’intensità durante il giorno, ma anche il caldo straordinario durante la notte”, conferma Robert Rohde, ricercatore di Berkeley Earth, un’organizzazione statunitense di ricerca sul clima.
Più di metà delle stazioni di monitoraggio in Germania, Francia e Regno Unito ha registrato la notte più calda di sempre per il mese di giugno. In molti casi i record precedenti sono stati superati di diversi gradi. A Kubschütz, una località a est di Dresda, in Germania, il 27 giugno la colonnina di mercurio non è mai scesa sotto i 29,9 gradi, stabilendo un nuovo record nazionale per la notte più calda.
Il caldo notturno è più difficile da affrontare rispetto a quello diurno, e i suoi effetti possono essere devastanti. “Se la notte la temperatura non cala, il corpo perde la sua principale occasione per riprendersi”, spiega Dominic Royé, un climatologo che ha esaminato le conseguenze del caldo notturno in 44 paesi e lavora per il centro di ricerca spagnolo Misión biológica de Galicia. “Le notti insolitamente calde hanno un impatto a sé sulla mortalità”.
Dato che il corpo umano ha bisogno che la temperatura scenda di circa un grado per entrare nel sonno profondo, le notti tropicali possono impedire il riposo. Di solito il battito cardiaco e la pressione sanguigna calano durante il sonno, ma in una notte torrida il cuore è costretto a pompare il doppio del volume di sangue rispetto al solito per raffreddare l’organismo. Il caldo e lo sforzo aggiuntivo provocano sudorazione eccessiva e disidratazione.
L’ultima ricerca di Royé ha rilevato che durante le notti tropicali il rischio di mortalità aumenta complessivamente del 2,6 per cento
“Durante l’ondata di caldo a giugno non siamo riusciti a stare al passo con l’aumento di disturbi gravi provocati dalle alte temperature, soprattutto durante la notte”, spiega Powell, che fa anche parte del gruppo di attiviste per il clima Mothers rise up.
In Europa e in altre parti del mondo dove l’aria condizionata resta una rarità, questo ha anche un costo economico. “Lo stress provocato dal caldo notturno costa denaro”, spiega Kathy Baughman McLeod, amministratore delegato di Hera, un’organizzazione senza scopo di lucro che si occupa di adattamento al cambiamento climatico. “Le persone vanno al lavoro, ma la loro coordinazione oculo-manuale è compromessa. Commettono errori e possono fare male a se stesse o agli altri”.
Anche alcuni paesi asiatici, come la Cina, l’Iran e l’Arabia Saudita, hanno registrato un aumento significativo delle temperature notturne. A Jakarta, la città più popolosa del mondo secondo le Nazioni Unite, il numero di notti con temperature minime superiori a 24 gradi è passato da tre all’anno negli anni settanta a 60 all’anno nell’ultimo decennio.
Ma secondo un’analisi dei dati raccolti dal servizio sul cambiamento climatico del programma europeo Copernicus realizzata dal Financial Times, l’incremento più consistente nelle temperature notturne nelle cinquecento città più popolose al mondo è concentrato nell’Europa meridionale e orientale. Per temperatura notturna si intende la più bassa nell’arco delle 24 ore, raggiunta solitamente poco prima dell’alba.
In alcune città europee nelle notti più calde la temperatura è aumentata di oltre 0,5 gradi ogni dieci anni, più del doppio rispetto all’incremento medio tra tutte le località prese in esame. A partire dagli anni settanta a Napoli, Barcellona e Atene c’è stata una notte tropicale in più ogni anno. A Milano negli anni settanta c’erano circa tre notti con temperature sopra i 20 gradi all’anno. Oggi sono circa 33.
Mark McCarthy, dell’ufficio meteorologico britannico, sottolinea che storicamente le notti tropicali erano molto rare in gran parte del continente. “Ora invece stanno diventando più frequenti”, spiega. “Le nostre previsioni indicano che questa tendenza continuerà anche in futuro”.
Una ricerca pubblicata a giugno sulla rivista scientifica Nature Climate Change ha rivelato che le temperature delle dieci notti più calde di ogni anno sono cresciute più rapidamente rispetto a quelle dei dieci giorni più caldi: in media 0,32 gradi in più per decennio contro 0,27 gradi.
Secondo lo studio, inoltre, durante una notte tropicale su dieci le persone subiscono uno “stress da calore eccessivo” a cui contribuiscono l’umidità e altri fattori. Negli anni settanta erano una su trenta. Quando una giornata molto calda è seguita da una notte tropicale, il corpo umano non ha molte possibilità di riprendersi. In Europa i giorni di stress da calore eccessivo seguiti da una notte tropicale sono aumentati del 73 per cento rispetto agli anni settanta. “Non è un problema futuro”, sottolinea Rebecca Emerton, ricercatrice del Centro europeo per le previsioni meteorologiche a medio termine e autrice principale dello studio. “Sta già succedendo”.
McCarthy spiega che le notti torride sono “uno degli effetti più acuti che il cambiamento climatico ha su di noi”, e avverte che “le nostre infrastrutture, i nostri edifici e le nostre case non sono adatti ai fenomeni estremi che stiamo già affrontando”.
Violenza e disagio
In Spagna, dove quest’estate le temperature notturne hanno superato i 25 gradi, María Isabel de Castro racconta che cercare di dormire nelle notti torride di Madrid è “insopportabile”. De Castro, commercialista di cinquant’anni, fa spesso una doccia fredda nel cuore della notte e si stende a letto senza asciugarsi nel tentativo di restare fresca. La mancanza di sonno la lascia esausta. “Il giorno dopo è molto difficile mantenere la concentrazione al lavoro”, racconta.
Nel Regno Unito un sondaggio di YouGov commissionato da Greenpeace UK indica che durante l’ondata di caldo di giugno due terzi dei britannici adulti hanno avuto problemi ad addormentarsi. Metà di loro ha dichiarato di aver perso almeno tre ore di sonno ogni notte. Secondo un altro studio, il costo della perdita di sonno dovuta alle alte temperature ammonterebbe allo 0,04 per cento del pil, cioè più di un miliardo di sterline.
Questi dati sono destinati ad aumentare. Patrick Bigler dell’università di Losanna, in Svizzera, ha ipotizzato che il numero di notti torride potrebbe quintuplicare entro la fine del secolo se le emissioni di gas serra dovessero raggiungere il picco intorno al 2040 per poi calare.
Per Baughman McLeod le alte temperature notturne sono collegate anche a un aumento della violenza e dei crimini. Le persone “diventano irritabili, frustrate, non riescono a rilassarsi e vogliono sfogarsi su qualcun altro”, spiega.
Poi ci sono le questioni legate alla salute. Le persone già affette da disturbi, gli anziani e i più giovani sono particolarmente vulnerabili. Una ricerca del 2024 ha sottolineato che durante le notti tropicali il rischio di ictus aumenta del 7 per cento e i disturbi mentali sono più frequenti che nei giorni più caldi. Powell spiega che l’afa notturna, oltre a ostacolare il sonno e a causare disidratazione, può provocare uno “stress cardiovascolare”, soprattutto negli anziani con patologie pregresse come l’ipertensione o il diabete.
Secondo dati provvisori, dopo l’ondata di caldo di giugno la Germania ha registrato quasi 5.500 decessi in più rispetto alla media. In Francia sono stati 2.000 e in Belgio 1.200. L’istituto Carlos III ha riscontrato almeno 1.028 decessi legati al caldo in Spagna. L’ultima ricerca di Royé ha rilevato che durante le notti tropicali il rischio di mortalità aumenta complessivamente del 2,6 per cento. In alcuni casi, come quello della capitale cipriota Nicosia, l’aumento è stato del 17 per cento.
Uno dei problemi principali è che durante la notte “le possibilità di adattarsi sono più limitate rispetto al giorno”, spiega Royé. “Di giorno le persone possono cercare un luogo ombreggiato, ridurre l’attività o entrare in un edificio climatizzato. Di notte la strategia più accessibile, cioè aprire le finestre, smette di funzionare quando fuori fa caldo come in casa”.
L’aria condizionata è più efficace rispetto a questi rimedi basilari. Secondo l’Agenzia internazionale per l’energia, nel 205o il numero di condizionatori installati nei paesi dell’Unione europea sarà più che raddoppiato rispetto al 2023, passando da 130 a 275 milioni. Ma questi dispositivi possono aumentare la temperatura nelle case vicine, hanno alti costi di gestione e anche quando sono alimentati con energie pulite aumentano le emissioni di gas serra che contribuiscono al cambiamento climatico. Inoltre installarli è spesso complicato a causa dell’elevata età media degli edifici europei e dell’alta percentuale di case in affitto in molti paesi. In Europa molte abitazioni, soprattutto a nord, sono state progettate per trattenere il calore, non per tenerlo fuori.
Altre soluzioni alle temperature notturne eccessive sono piantare alberi, impedire agli ambienti di riscaldarsi durante il giorno usando tende o persiane e dipingere i tetti di bianco per riflettere il calore.
Secondo Powell la cosa più importante è che i governi riducano le emissioni, ma nel frattempo “le persone più vulnerabili devono capire i rischi per la salute, cercare di restare ben idratate e raffreddare almeno una stanza nella loro abitazione quando è possibile”, spiega.
Mentre Londra affronta la terza ondata di calore in meno di due mesi, Powell è in ansia. “Le notti calde continuano a susseguirsi e io mi preparo prima di ogni turno al pronto soccorso, sapendo che saremo inondati di bambini stravolti dal caldo e dall’aumento dei casi urgenti”. ◆ as
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Questo articolo è uscito sul numero 1674 di Internazionale, a pagina 18. Compra questo numero | Abbonati