Il 3 giugno sul Guardian Fawzia Koofi, ex vicepresidente del parlamento afgano e presidente di Women for Afghanistan, ha pubblicato un appello all’Unione europea dopo aver saputo che Bruxelles vuole invitare alcuni rappresentanti dei taliban per discutere del ritorno dei migranti afgani nel paese d’origine. Dopo aver denunciato i gravi provvedimenti presi dai taliban contro le donne, Koofi ha scritto: “Esorto gli stati dell’Ue ad agire per codificare l’apartheid di genere, mettere fine all’impunità e schierarsi a fianco delle donne e delle ragazze afgane. Come prima misura i paesi dovrebbero adottare leggi basate sulla giurisdizione universale e provvedimenti per contrastare la discriminazione di genere in Afghanistan”. Il 7 giugno la missione di assistenza delle Nazioni Unite in Afghanistan (Unama) si è detta preoccupata per l’arresto e la detenzione di almeno venti donne nella provincia occidentale di Herat, per la presunta inosservanza delle norme sull’abbigliamento. In un post su X l’Unama ha scritto: “Ricordiamo alle autorità de facto che tutti, uomini e donne, hanno diritto alla libertà di movimento e all’uguaglianza davanti alla legge”.
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Questo articolo è uscito sul numero 1669 di Internazionale, a pagina 35. Compra questo numero | Abbonati