Le sanzioni economiche e i tagli degli aiuti allo sviluppo hanno un elevato costo umano globale che però viene trascurato, scrive The Lancet Global Health. Tra il 1971 e il 2021 le sanzioni sono state associate a 564.258 morti all’anno, più delle vittime dei conflitti armati. Tra il 1990 e il 2019, le restrizioni agli aiuti ai paesi a basso e medio reddito hanno aumentato del 3,1 per cento la mortalità infantile e del 6,4 per cento quella materna. Dal 2010 al 2022 un quarto dei paesi del mondo ha subìto sanzioni economiche, soprattutto in Africa. Ma queste misure colpiscono particolarmente i bambini, le donne e le categorie vulnerabili, sollevando dubbi sulla loro equità e utilità. L’impiego di questi strumenti dovrebbe essere attentamente monitorato, valutando anche l’impatto sanitario e sociale per evitare danni ingiustificati. I paesi ricchi dovrebbero chiedersi se il prezzo in vite umane sia davvero giustificabile, mentre quelli più fragili dovrebbero aumentare la resilienza attraverso nuove fonti di finanziamento sanitario e ridurre le inefficienze e la corruzione per massimizzare l’utilità delle risorse disponibili. ◆

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Questo articolo è uscito sul numero 1628 di Internazionale, a pagina 95. Compra questo numero | Abbonati