È passato quasi un anno da quando gli Stati Uniti e i taliban hanno firmato l’accordo per portare la pace in Afghanistan dopo diciannove anni di conflitto. I taliban si sono impegnati a non permettere a nessun gruppo terroristico di usare il paese come base per minacciare gli Stati Uniti e i loro alleati, e ad avviare negoziati con il governo di Kabul; in cambio Washington ha promesso di ritirare le truppe dall’Afghanistan. Nel frattempo taliban e forze armate afgane hanno continuato a combattere e gli attentati terroristici sono proseguiti. “Il divario tra quello che le due parti vogliono ottenere da un accordo di pace e i compromessi che sono disposte a fare è molto ampio”, commenta il ricercatore Ibraheem Bahiss. Da un lato, infatti, c’è il “sistema islamico” con cui i taliban vorrebbero sostituire la repubblica, e dall’altro la costituzione che Kabul vorrebbe mantenere. È improbabile che si arrivi a un accordo prima della fine di aprile, data entro cui è previsto il ritiro delle truppe statunitensi. ◆
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Questo articolo è uscito sul numero 1395 di Internazionale, a pagina 22. Compra questo numero | Abbonati