L’America Latina sta affrontando molto male la crisi del coronavirus. L’iniziale ottimismo sulla possibilità che la regione sfuggisse ai peggiori effetti della pandemia è svanito. Oggi il Brasile è il più colpito tra i paesi emergenti. Il Perù ha un numero di contagi quasi pari all’India, che ha una popolazione 42 volte maggiore. Gli errori di molti governi hanno peggiorato la situazione. I presidenti di Brasile e Messico hanno subito scelto di negare il pericolo. Il brasiliano Jair Bolsonaro ha definito il covid-19 “una piccola influenza” e ha detto che bisogna “affrontarlo da uomini”. Ha attaccato i governatori degli stati brasiliani che hanno imposto misure d’isolamento e ha licenziato il ministro della salute. A quanto pare scommette che il picco dell’epidemia arriverà presto e vuole evitare di essere accusato per le conseguenze economiche dell’isolamento. Ma è difficile che possa trarre vantaggio da questo azzardo.

Il messicano Andrés Manuel López Obrador ha violato le misure di sicurezza per stringere la mano alla madre di un noto trafficante di droga e ha dichiarato che un quadrifoglio lo proteggerà. Poi ha fatto marcia indietro, e ora sostiene che il picco dell’epidemia è stato raggiunto. Ma le notizie di obitori e ospedali sovraffollati suggeriscono un quadro diverso. Il Messico è tra i paesi che fanno meno test diagnostici, e questo rende pericolosi i piani per far ripartire l’economia. Altri paesi della regione hanno cercato di fare la cosa giusta, ma sono comunque in difficoltà. Perù ed Ecuador sono stati tra i primi a chiudere, ma i loro tassi di contagio sono tra i peggiori del continente.

Non ci sono solo cattive notizie. La Colombia ha reagito prontamente e finora ha evitato il peggio. Il presidente argentino Alberto Fernández viene elogiato per aver imposto subito l’isolamento, nonostante l’economia fosse già in recessione. Costa Rica e Uruguay stanno raccogliendo i frutti dei loro investimenti nella sanità pubblica. Ma nessun paese della regione potrà sfuggire alla crisi economica. Gli effetti della pandemia sul prezzo delle materie prime, sul turismo e sulle rimesse degli emigrati si fanno sentire. La fragilità dei bilanci e la fuga di capitali riducono il margine di manovra dei governi. Il peso dell’economia informale rende difficile far rispettare l’isolamento.

La crisi sanitaria ha messo in evidenza la debolezza economica dell’America Latina, ma le conseguenze politiche non sono ancora chiare. Quel che è già ovvio è l’importanza degli investimenti nella sanità pubblica e delle scelte politiche basate sui fatti. Due cose di cui il continente avrebbe molto bisogno. ◆ ff

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Questo articolo è uscito sul numero 1359 di Internazionale, a pagina 15. Compra questo numero | Abbonati