Evitare l’escalation, ma restare fermi sulle proprie posizioni. I margini di manovra sono stretti per l’Unione europea dopo la decisione di Donald Trump di tassare le importazioni di acciaio e alluminio. Il presidente degli Stati Uniti ha dato seguito alle minacce lanciate negli ultimi due mesi dopo che non è riuscito a ottenere concessioni dagli europei per cercare di ridurre il deficit commerciale statunitense. Di fronte al rifiuto degli europei di “negoziare con una pistola puntata alla tempia”, Washington è pronta a scatenare una guerra commerciale che potrebbe rallentare la crescita mondiale. La minaccia non è mai stata così imminente, visto che anche il Canada e il Messico, due dei suoi principali partner commerciali, subiscono lo stesso trattamento.
La decisione di Trump è irresponsabile e inefficace. È irresponsabile, perché disprezza le regole del commercio internazionale, di cui gli Stati Uniti sono stati uno dei principali sostenitori. La Casa Bianca ritiene che l’Organizzazione mondiale del commercio (Wto) non vada più bene e così ha deciso di ignorare le regole del sistema. Le sue sanzioni indeboliscono ulteriormente la relazione transatlantica, già messa a dura prova dal ritiro degli Stati Uniti dall’accordo sul nucleare iraniano e dal trasferimento dell’ambasciata statunitense a Gerusalemme.
Gli statunitensi vivono al di sopra delle loro possibilità, consumano troppo
La decisione di Trump è inoltre inefficace per due ragioni. Innanzitutto, perché il deficit commerciale degli Stati Uniti è in gran parte l’effetto di uno squilibrio che non ha niente a che vedere con le barriere doganali. Gli Stati Uniti vivono al di sopra delle loro possibilità, consumano troppo e non risparmiano abbastanza, condizioni in cui è illusorio puntare a un saldo positivo della bilancia commerciale. Per quanto riguardo l’acciaio, poi, le sanzioni sono sbagliate, perché risparmiano la Cina, cioè la principale responsabile della sovrapproduzione mondiale di acciaio, che trascina in basso i prezzi e distrugge posti di lavoro nei paesi occidentali. Infine, l’idea che le importazioni di acciaio e alluminio europee siano una minaccia per la sicurezza degli Stati Uniti è ridicola.
Un test fondamentale
L’aggressività commerciale della Casa Bianca ha comunque un aspetto positivo: mette gli europei di fronte alle loro responsabilità. È un test fondamentale per misurare la solidità e la solidarietà dell’Unione. Gli interessi dei paesi europei nel breve periodo non sono necessariamente convergenti. La Germania potrebbe essere tentata da un atteggiamento più pragmatico per tutelare le sue enormi eccedenze commerciali. Trump sa fin troppo bene che la corazza europea è fragile e non esiterà ad approfittare di qualsiasi crepa. La minaccia di tassare le importazioni di auto tedesche sarà un momento della verità. L’Europa dovrà superare questi interessi di breve periodo per imparare a esistere anche senza gli Stati Uniti, che non sono più un partner affidabile. L’Unione europea è la più grande area commerciale del mondo e quindi ha i mezzi per farlo, continuando a promuovere un libero scambio equilibrato con il resto del pianeta e dimostrando agli Stati Uniti che l’Europa unita si sa difendere.
Da questo punto di vista le misure di ritorsione minacciate da Bruxelles sono un segnale positivo. La sfida è trovare il giusto equilibrio tra la risposta e il rispetto della legalità internazionale, per evitare la piaga mortale della guerra commerciale. ◆ gim
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Questo articolo è uscito sul numero 1259 di Internazionale, a pagina 20. Compra questo numero | Abbonati