Il 27 febbrai0 il governo pachistano ha dichiarato “guerra aperta” al regime afgano dei taliban dopo un’offensiva delle forze afgane al confine tra i due paesi, a cui Islamabad ha reagito bombardando Kabul e Kandahar.
Nella notte tra il 26 e il 27 febbraio il Pakistan ha colpito vari obiettivi in Afghanistan, tra cui la capitale Kabul e la grande città meridionale di Kandahar. Secondo il ministro dell’interno pachistano Mohsin Naqvi, si è trattato di una “risposta adeguata” all’offensiva afgana del giorno precedente.
“La nostra pazienza ha raggiunto il limite. Ora è guerra aperta”, ha dichiarato sul social network X il ministro della difesa pachistano Khawaja Asif.
“Le nostre forze armate sono perfettamente in grado di schiacciare gli aggressori”, ha affermato su X il primo ministro pachistano Shehbaz Sharif.
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I giornalisti dell’Afp hanno riferito di varie esplosioni a Kabul all’alba del 27 febbraio. Un reporter dell’Afp ha invece confermato le attività di aerei da combattimento a Kandahar, dove risiede il capo supremo dei taliban Hibatullah Akhundzada.
Il ministro dell’informazione pachistano Attaullah Tarar ha precisato che gli attacchi hanno preso di mira “obiettivi militari afgani” a Kabul, Kandahar e nella provincia orientale di Paktia.
Le relazioni tra il Pakistan, una potenza nucleare, e l’Afghanistan, guidato dai taliban dal 2021, si sono fortemente deteriorate negli ultimi mesi. I valichi di frontiera sono prevalentemente chiusi dagli attacchi reciproci dell’ottobre scorso, che avevano causato più di 70 morti.
Il 26 febbraio l’esercito afgano aveva annunciato di aver condotto degli “attacchi massicci” vicino al confine tra i due paesi, in risposta ai bombardamenti pachistani dello scorso fine settimana, assumendo il controllo di quindici avamposti dell’esercito pachistano e uccidendo “decine di soldati”, secondo il portavoce dei taliban Zabihullah Mujahid. Il ministero della difesa di Kabul aveva anche confermato la morte di otto soldati afgani.
Il 22 febbraio Islamabad aveva condotto degli attacchi aerei contro gruppi armati in Afghanistan, vicino al confine tra i due paesi, giustificandoli con “i recenti attentati suicidi” compiuti in Pakistan.
Il Pakistan accusa il suo vicino di ospitare gruppi responsabili di attacchi in territorio pachistano, in particolare i terroristi del gruppo Tehrik-i-taliban Pakistan (Ttp, i taliban pachistani), cosa che il governo afgano nega.
Nelle scorse settimane vari attentati erano stati compiuti nel nordovest del Pakistan, mentre il 6 febbraio quaranta persone erano morte in un attentato suicida in una moschea sciita a Islamabad.
Quest’ultimo attacco era stato rivendicato dal gruppo Stato islamico.
Intanto, il 27 febbraio il ministro degli esteri iraniano Abbas Araghchi ha offerto l’aiuto dell’Iran per “facilitare il dialogo” tra Islamabad e Kabul.