Grok, il chatbot d’intelligenza artificiale del social network X di Elon Musk, ha disattivato il 9 gennaio per gli utenti non paganti la sua funzione di creazione di immagini, finita al centro delle polemiche per aver permesso di generare false immagini a carattere sessuale di donne e minorenni.

Le immagini, realizzate ritoccando foto o video di persone reali per denudarle, hanno suscitato proteste in tutto il mondo.

Interpellato il 9 gennaio dagli utenti su X, Grok ha risposto: “La funzione di creazione e modifica d’immagini è attualmente riservata agli abbonati. È possibile abbonarsi per sbloccarla”.

La disattivazione parziale ha suscitato forti polemiche soprattutto nel Regno Unito.

“Le nuove misure si limitano a trasformare una funzione di creazione d’immagini illegali in un servizio premium. È un insulto alle vittime di misoginia e violenza sessuale”, ha commentato un portavoce del primo ministro britannico Keir Starmer.

La Commissione europea ha “preso atto delle modifiche”, giudicandole però insufficienti.

“Che la funzione sia disponile per tutti o solo per gli abbonati non cambia la sostanza: immagini simili non devono esistere”, ha dichiarato Thomas Régnier, portavoce della Commissione per gli affari digitali.

“Chiediamo alle piattaforme di garantire che non sia possibile generare questi contenuti illegali”, ha aggiunto.

Misura cautelare

L’8 gennaio Bruxelles aveva annunciato di aver imposto a X una misura cautelare a seguito dello scandalo dei deepfake generati da Grok.

La misura impone al social network di “conservare tutti i documenti interni relativi a Grok fino al 31 dicembre 2026”.

All’inizio di dicembre l’Unione europea aveva inflitto a X una multa da 120 milioni di euro per violazione del Digital services act (Dsa), nonostante le ripetute minacce del presidente statunitense Donald Trump.

Il 6 gennaio il governo britannico aveva invitato X a “trovare con urgenza una soluzione per impedire la proliferazione di rivoltanti immagini false di persone nude generate da Grok”.