Il 26 agosto il governo australiano ha annunciato l’espulsione dell’ambasciatore iraniano a Canberra, accusando l’Iran di essere coinvolto in due attacchi antisemiti a Sydney e a Melbourne nel 2024.
Canberra, che dalla seconda guerra mondiale non aveva mai espulso un ambasciatore straniero, ha anche sospeso le attività della sua ambasciata a Teheran e richiamato il proprio ambasciatore.
“I servizi di sicurezza australiani sono giunti all’inquietante conclusione che Teheran avrebbe orchestrato almeno due attacchi antisemiti alla fine del 2024”, ha dichiarato il primo ministro australiano Anthony Albanese durante una conferenza stampa.
L’Iran ha respinto le accuse e fatto sapere che prenderà misure di ritorsione.
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Le autorità australiane hanno dato all’ambasciatore Ahmad Sadeghi e ad altri tre diplomatici iraniani sette giorni di tempo per lasciare il paese, ha precisato la ministra degli esteri australiana Penny Wong.
Nonostante la sospensione delle attività dell’ambasciata a Teheran, l’Australia non intende rompere le relazioni diplomatiche con l’Iran in modo da continuare a tutelare gli interessi dei suoi cittadini, ha assicurato Wong.
“So che molti australiani hanno legami familiari in Iran, ma li invito a non andarci in questo momento”, ha però aggiunto.
L’Australia ha un’ambasciata a Teheran dal 1968. Dal 2020 sconsiglia ai suoi cittadini di visitare il paese.
Il ruolo dei Guardiani della rivoluzione
Albanese ha accusato l’Iran di essere responsabile degli incendi divampati in un ristorante kosher a Bondi, un sobborgo di Sydney, nell’ottobre 2024, e nella sinagoga Adass Israel a Melbourne nel dicembre 2024, basandosi su un rapporto dei servizi di sicurezza.
I roghi non avevano causato morti o feriti.
Il direttore dell’Australian security intelligence organisation (Asio), Mike Burgess, ha dichiarato che “da un’inchiesta minuziosa sono emersi collegamenti tra i due attacchi antisemiti e i Guardiani della rivoluzione”, l’esercito ideologico dell’Iran. I Guardiani della rivoluzione avrebbero usato una complessa rete di intermediari per nascondere il proprio coinvolgimento.
Secondo Burgess, l’ambasciata iraniana non sarebbe direttamente coinvolta negli attacchi.
Albanese ha annunciato che il suo governo avvierà una procedura per inserire i Guardiani della rivoluzione nella lista australiana delle organizzazioni terroristiche.