L’attivista per i diritti umani colombiano-venezuelana Martha Lía Grajales, arrestata dopo una manifestazione e accusata di “incitamento all’odio” e “cospirazione”, è stata rilasciata il 12 agosto. Lo ha annunciato il marito, aggiungendo che rimane sotto inchiesta.
L’Alto commissario per i diritti umani Volker Türk e diverse ong avevano chiesto il suo “rilascio immediato”. La signora Grajales, a capo dell’ong SurGentes, è stata arrestata poco dopo una manifestazione a sostegno delle persone detenute in relazione alla crisi postelettorale, che si è tenuta davanti all’ufficio delle Nazioni Unite a Caracas.
“Desidero informarvi che verso le 21, Martha Lía Grajales ha ricevuto una misura alternativa alla privazione della libertà e siamo andati a prenderla”, ha dichiarato sui social media il marito Antonio González.
Nel messaggio, ha affermato che “Martha Lía rimane accusata di crimini che non ha commesso (…) il processo giudiziario, che è chiaramente arbitrario, continua”.
SurGentes aveva protestato contro la dispersione di una manifestazione sullo stesso tema il 5 agosto da parte di “un gruppo di parapolizia di circa 70 persone” – o gruppi di attivisti accusati di aver compiuto violenti attacchi contro le proteste dell’opposizione di fronte alla sede della corte suprema di giustizia (Tsj). Grajales era presente alla manifestazione.
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La procura venezuelana ha annunciato che è stato emesso un “mandato di arresto (…) per azioni contro le istituzioni venezuelane e la pace della repubblica” contro la donna, specificando che era accusata di “incitamento all’odio” e “cospirazione”.
I disordini seguiti alle elezioni presidenziali del 28 luglio 2024, vinte da Nicolás Maduro, nonostante le accuse di brogli da parte dell’opposizione, hanno provocato 28 morti e 2.400 arresti. Da allora, secondo i dati ufficiali, circa duemila persone sono state rilasciate.
Il 12 agosto il presidente Maduro ha dichiarato che diverse ong impegnate nella difesa dei detenuti durante la crisi postelettorale sono state finanziate dalla Cia e dal dipartimento di stato.
“Loro (le ong) chiedono di creare un finto comitato di madri per la libertà dei prigionieri politici, e quando si guarda la lista, ci sono tutti coloro che hanno ucciso persone nel paese, coloro che hanno ferito persone innocenti”, ha detto Nicolás Maduro. Riguardo agli arrestati durante la crisi postelettorale, ha affermato, “coloro che attaccano violentemente e uccidono sono terroristi, non prigionieri politici”.