Il 31 luglio il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato che gli Stati Uniti imporranno tariffe commerciali del 15 per cento sulle importazioni dalla Corea del Sud, annunciando un “accordo commerciale pieno e completo” tra i due paesi.
“La Corea del Sud darà agli Stati Uniti 350 miliardi di dollari per gli investimenti”, ha dichiarato Trump in un post sulla sua piattaforma Truth social, aggiungendo che il paese acquisterà cento miliardi di dollari in gas naturale liquefatto o altri prodotti energetici.
L’aliquota del 15 per cento è inferiore a quella del 25 per cento che Trump aveva minacciato in precedenza ed era equivalente ai prelievi determinati dagli accordi commerciali degli Stati Uniti con il Giappone e l’Unione europea.
Trump ha aggiunto che Seoul investirà una “grande somma di denaro”, che tuttavia non ha chiarito.
“Questa somma sarà annunciata entro le prossime due settimane quando il presidente della Corea del Sud, Lee Jae Myung, verrà alla Casa Bianca per un incontro bilaterale”, ha dichiarato Trump, congratulandosi con il suo omologo sudcoreano per il “successo elettorale”.
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L’incontro sarà il primo da quando Lee ha assunto la presidenza a giugno. In una dichiarazione pubblicata su Facebook, Lee ha definito l’accordo “la prima grande sfida commerciale” da quando la sua amministrazione è al potere, aggiungendo: “Abbiamo superato un ostacolo importante”.
“Grazie a questo accordo, il governo ha eliminato l’incertezza sulle condizioni di esportazione e ha garantito che le tariffe statunitensi sulle nostre esportazioni siano inferiori o uguali a quelle imposte ai nostri principali concorrenti commerciali”, ha dichiarato Lee.
Lee è stato eletto con un voto lampo il mese scorso a seguito dell’impeachment del suo predecessore, Yoon Suk Yeol, per la dichiarazione della legge marziale a dicembre.
Ora alla guida della quarta economia asiatica, che dipende dalle esportazioni, l’accordo commerciale segna una prima vittoria per Lee.
“Questo accordo rappresenta la convergenza degli interessi degli Stati Uniti nel rivitalizzare il settore manifatturiero e la nostra determinazione a rafforzare la competitività delle aziende coreane nel mercato americano”, ha continuato Lee.
Da quando è tornato alla Casa Bianca a gennaio, Trump ha imposto tariffe doganali del 10 per cento sia agli alleati che ai concorrenti, con tassi destinati ad aumentare per decine di economie il primo agosto, oltre a livelli più elevati su acciaio, alluminio e auto.
In contrasto con la tariffa del 15 per cento per la Corea del Sud, il 31 luglio Trump ha anche imposto tariffe del 25 per cento sulle importazioni dall’India e del 50 per cento su quelle dal Brasile.
Quest’ultima decisione è stata determinata in parte da quella che Trump ha definito una “caccia alle streghe” contro il suo alleato di estrema destra Jair Bolsonaro, l’ex presidente del Brasile attualmente sottoposto a un processo penale nel paese, accusato di aver progettato un colpo di stato.