Il primo ministro ungherese Viktor Orbán è arrivato a Mosca il 5 luglio per incontrare il presidente russo Vladimir Putin, suscitando l’indignazione dei vertici dell’Unione europea, che hanno sottolineato come agisca “senza mandato” e hanno denunciato qualsiasi tentativo di “riappacificazione”.

Tre giorni dopo il suo primo viaggio a Kiev dall’inizio dell’offensiva russa, il leader nazionalista ungherese si è recato a Mosca “come parte della sua missione di pace”, secondo il governo ungherese.

Dmitri Peskov, portavoce di Vladimir Putin, ha assicurato a un giornalista della televisione di stato che i due leader hanno discusso della guerra in Ucraina “tra le altre cose”. Budapest, che dal 1 luglio detiene la presidenza semestrale del consiglio dell’Unione europea, non ha ricevuto “alcun mandato” dall’Unione europea. Lo ha dichiarato il capo della diplomazia Josep Borrell. Questa visita “si svolge esclusivamente nel quadro delle relazioni bilaterali tra Ungheria e Russia”, ha aggiunto.

La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha dichiarato su X che la tentazione di “placare gli animi non fermerà Putin”. “Solo l’unità e la determinazione apriranno la strada a una pace giusta, duratura e globale in Ucraina”, ha sottolineato.

Charles Michel, presidente del consiglio europeo, che riunisce i leader dei 27 stati membri, aveva già reagito all’annuncio ufficioso di questo viaggio il 4 luglio.

“La presidenza di turno dell’Unione non ha il mandato di avviare un dialogo con la Russia a nome dell’Unione”, ha scritto Michel su X. “La posizione del consiglio europeo è chiara: la Russia è l’aggressore, l’Ucraina è la vittima. Nessuna discussione può avere luogo senza l’Ucraina”.

Il 5 luglio Borrell ha inoltre sottolineato che la posizione dell’Unione europea, ribadita in diverse occasioni, esclude “contatti ufficiali tra l’Europa e il presidente Putin”. Viktor Orbán “non rappresenta in alcun modo l’Unione europea”, ha insistito.

La solidarietà dell’Unione europea nei confronti dell’Ucraina non vacillerà, ha dichiarato il cancelliere tedesco Olaf Scholz.

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