Edwige (nome di fantasia) lo dice da sé: non è “molto social”. Nonostante tutto, questa madre di 44 anni cerca di stare attenta ai “trucchi” della figlia Pénélope con l’iPhone. Di recente ha perfino staccato la connessione internet di casa per essere sicura che la quattordicenne non si collegasse di nascosto al wifi.

È quindi rimasta sorpresa quando, poche settimane fa, la figlia le ha rivelato di essere molto attiva su “Consigli per ragazze💕”. Su questo suo canale Pénélope pubblica vari aggiornamenti al giorno e ha creato un’imponente community di ragazze delle scuole medie e superiori, come confermano le più di cinquantamila persone iscritte. Ma la cosa che più ha stupito Edwige non è il fatto che Pénélope sia diventata un’influencer di nascosto, quanto che sia successo non su TikTok, Instagram o YouTube, ma su una piattaforma inaspettata: WhatsApp.

Come Pénélope, molti adolescenti francesi si sono rifugiati, più o meno discretamente, negli angoli nascosti dell’app di messaggistica della Meta (l’azienda proprietaria anche di Facebook e Instagram), nella sezione Aggiornamenti. È lì che si trovano i canali come “Consigli per ragazze💕”, ispirati a quelli dell’app concorrente Telegram: solo gli amministratori possono pubblicare testi, immagini o video, e gli iscritti possono solo reagire con emoji e rispondere a domande nei sondaggi.

Lanciata in Francia a settembre del 2023, la funzionalità all’inizio era disponibile solo per le persone famose, le aziende o i mezzi d’informazione, come Le Monde. In seguito WhatsApp l’ha estesa a tutti, e ha chiaramente convinto molti giovani francesi a provarla.

Scuola e passatempi

In pochi secondi, seguendo i consigli dell’app, appaiono decine di opzioni classificate per genere (intrattenimento, attualità, sport, stile di vita, personaggi famosi eccetera) o in base alla frequenza delle pubblicazioni (le più attive, le più popolari). Tutti questi canali sono pubblici, il che significa che qualsiasi utente con un account WhatsApp può consultarli, anche senza seguirli.

Vita scolastica, routine di bellezza, passione per i cavalli, consigli su manga o anime, umorismo goliardico e videogiochi: non serve essere un grande investigatore per capire chi sono i ragazzi che gestiscono questi canali. I veterani di internet avranno l’impressione di ritrovarsi in una sorta di Tumblr o Skyblog aggiornati all’epoca delle app di messaggistica per telefono, in cui i giovani preferiscono il testo alle immagini, che oggi dominano i social network.

“Non mi sento a mio agio con i video. Non mi piace vedere la mia faccia. Preferisco esprimermi per iscritto. Ci vuole molto meno tempo”, racconta Jake (che ha chiesto di usare uno pseudonimo), un tredicenne alsaziano intervistato da Le Monde, che cura giornalmente il suo canale WhatsApp dalla fine del 2023.

È impossibile conoscere con precisione la portata di questo ecosistema, chiaramente molto vivace. Contattata, la Meta non ha risposto alle richieste di Le Monde. Una cosa, però, è certa: le ragazze e i ragazzi francesi intervistati che gestiscono dei canali hanno un accesso quasi totale a WhatsApp. L’applicazione, in teoria vietata ai minori di tredici anni, è infatti tra i servizi di messaggistica più usati da molte famiglie, spesso approvata già al momento dell’acquisto del primo telefono. Non è quindi (per il momento?) collegata ai rischi attribuiti ad altre piattaforme apprezzate dai più giovani.

È stata soprattutto TikTok a essere presa di mira dalla commissione d’inchiesta istituita a marzo dai deputati francesi per valutare le conseguenze dei social media sui minori. E durante le discussioni a porte chiuse con gli adolescenti sull’argomento, i principali rischi citati riguardano la piattaforma cinese, oltre a Instagram e Telegram. Inoltre, nell’attuale dibattito avviato dal governo sul divieto dei social media ai minori di quindici anni, non si è mai parlato di WhatsApp.

L’inzio dell’impegno

L’aura d’innocenza che circonda l’app, unita all’esigenza dei genitori di comunicare con i propri figli, spiega perché alcuni adolescenti abbiano scelto proprio WhatsApp per tracciare i primi contorni della loro vita sociale in rete.

A gennaio una ragazza di tredici anni, che preferisce non rivelare la propria identità, ha così aperto il canale “Stop al maltrattamento degli animali!💔💪”, che ora conta 6.300 iscritti. Tra loro ci sono i suoi genitori, i quali “non erano d’accordo” che lei stesse su YouTube o TikTok. Tra aggiornamenti, petizioni e raccomandazioni, l’adolescente stima di dedicarvi una decina di ore alla settimana. “Dato che ho tredici anni, è difficile per me impegnarmi in un’associazione. Il canale è come l’inizio della mia battaglia”, racconta.

Quelli che difendono l’impegno per una causa sono però un’eccezione tra le centinaia di canali WhatsApp di giovani francesi seguiti da Le Monde nelle ultime settimane. I dibattiti politici sono quasi assenti, tranne per alcune discussioni relative a certe comunità, come i Therians (che si identificano con un animale) o le persone lgbt+.

A dominare sono soprattutto l’umorismo, l’autenticità e l’immediatezza. I canali WhatsApp più grandi, spesso dedicati alle ragazze, rivelano frammenti di vita, tra diario intimo aperto al pubblico e consigli ai propri iscritti. “Capelli, cura della pelle, del viso e del corpo, amore, fiducia e altro”, si legge per esempio nella descrizione del canale gestito da Pénélope, che specifica inoltre: “Maschi, per favore, state alla larga”.

Come molte sue coetanee, spesso Pénélope aggira i limiti dell’app. Grazie a Helopal, Ngl, Cloudz.fun o Secret Notes a volte apre pagine temporanee in cui i suoi follower possono inviarle messaggi o farle domande in forma anonima.

Questi strumenti, dalle origini a volte poco chiare ma molto usati, le permettono di scegliere i temi da trattare sul suo canale. A volte scrive i messaggi con l’aiuto di ChatGpt. “Io non scrivo cose senza senso. Viene tutto dalla mia esperienza personale”, ci assicura la ragazza. “Il mio obiettivo è davvero quello di aiutare gli altri. Ci sono tante cose che avrei voluto sapere quando ero piccola”.

E la cosa funziona: nella sua scuola media una studente del primo anno l’ha fermata per ringraziarla di alcuni consigli che l’avevano aiutata in classe. L’ha riconosciuta dopo che Pénélope ha pubblicato, il 31 maggio, un video in cui mostrava per la prima volta il suo volto.

A caccia di lettori

Per quanto sia sensibile ai tanti feedback e complimenti ricevuti, Pénélope non si spiega davvero come, in pochi mesi, decine di migliaia di persone si siano iscritte al suo canale, inaugurato senza “un vero obiettivo”. Non sa, per esempio, se WhatsApp lo metta in evidenza da qualche parte, anche se ha notato un’impennata nelle iscrizioni dopo aver superato i primi mille iscritti.

Naturalmente, non tutti i canali hanno lo stesso successo. Jake ha aperto “L’impero dei gatti 👑” inizialmente per pubblicare notizie sul videogioco Fortnite. Da allora questo piccolo canale è seguito da un centinaio di iscritti, diventati ormai degli habitué. Un numero che va benissimo a Jake, il quale considera questo spazio soprattutto come un “diario intimo”. “È un po’ un casino. Ci sono tutte le mie passioni: i manga, il calcio, la musica… Mi aiuta a esprimermi”, spiega. Ci sono anche foto del gatto di sua nonna.

Tuttavia, molti cedono al richiamo della corsa agli iscritti. È il caso di un adolescente, che preferisce restare anonimo, che inizialmente aveva creato il canale perché da un po’ di tempo non stava bene e cercava di “distrarsi condividendo il suo mondo con gli altri”.

Ora che questo desiderio è stato soddisfatto, il suo “sogno più grande” è “raggiungere i mille iscritti”. Per esaudirlo si è circondato di una quindicina di persone: altri giovani reclutati principalmente su WhatsApp, che non ha mai incontrato di persona e che ha reso amministratori del suo canale per garantire discussioni il più possibile ricche e regolari con la sua comunità.

Giochi a premi, appuntamenti a orari prestabiliti per svelare sorprese, condivisione di altri canali con contenuti simili: esiste un’infinità di stratagemmi per far crescere il numero di iscritti. Alcuni arrivano perfino a creare gruppi privati su WhatsApp in cui ci si coordina per condividere contenuti. Spesso questo porta alla diffusione di messaggi su numerosi canali contemporaneamente.

I rischi per la privacy

Anche se espongono una parte della loro vita quotidiana, la maggior parte delle ragazze e dei ragazzi intervistati si dice molto consapevole dei rischi di ciberbullismo e molestie. Tanto più che gli strumenti di amministrazione dei canali WhatsApp non permettono di conoscere l’identità degli iscritti, ma solo il loro paese d’origine.

Per questo motivo i canali gestiti da questi adolescenti sono spesso privi di cognomi e, più raramente, contengono foto sfocate. “So che qualsiasi utente può imbattersi nei miei contenuti. Quindi sto attento a ciò che pubblico”, ci assicura un giovane amministratore. Sono anche aiutati dal sistema di cancellazione automatica dei messaggi pubblicati sui canali dopo trenta giorni.

Tuttavia, molti condividono in pubblico informazioni personali. Date di compleanno, abiti indossati, abitudini di shopping o video del tragitto per andare a scuola sono divulgati senza timore. Ci si può perfino imbattere nei giri di un’adolescente in gita scolastica a Londra, un mosaico di video con molti dettagli sui luoghi visitati e le reazioni degli studenti.

Questo può portare a sviluppi spiacevoli. “Una ragazza aveva un canale con tremila iscritti e aveva condiviso informazioni sulla sua città e il suo numero di telefono. Un giorno varie persone che vivevano nella stessa città l’hanno minacciata e lei ha dovuto cancellare il canale”, ricorda un ragazzo. Di fronte a questi fenomeni, la moderazione di WhatsApp – a cui è possibile segnalare un canale o un utente – a volte è carente. “Le persone creano crea canali assurdi. Ce n’è uno che si chiama addirittura “No alle donne”. Ho provato a segnalarlo, ma non è servito a nulla”, si lamenta un adolescente.

Si stanno quindi creando dei gruppi i cui iscritti invitano a denunciare in massa gli autori di messaggi aggressivi o qualsiasi persona dal comportamento sospetto. Oppure gruppi che condividono contenuti riservati agli adulti: alcuni canali WhatsApp seguiti da migliaia di persone diffondono foto molto provocanti, accompagnate da link a siti pornografici.

Pénélope dice di non aver avuto problemi con “Consigli per ragazze💕”. “Nessuno mi ha mai mandato cose strane”, assicura. Ricorda solo alcuni messaggi offensivi inviati da anonimi che affermavano che il suo canale “era uno schifo”. “Erano solo invidiosi”, liquida la ragazza, che si è comunque confidata con la madre per farsi consolare.

“Le lascio autonomia perché il tema del canale su WhatsApp è leggero e positivo. Io però rimango presente e continuiamo a comunicare. È questo che mi tranquillizza”, prosegue Edwige, che segue l’esperienza il più da vicino possibile e riesce comunque a imporre alcuni limiti: alle 21, grazie al controllo parentale del suo iPhone, tutte le applicazioni di Pénélope si disattivano. Un limite che alla ragazza “sembra ragionevole”. Anche se, il giorno dopo, per prima cosa aprirà WhatsApp per controllare il suo canale.

(Traduzione di Francesco Graziosi)

Internazionale pubblica ogni settimana una pagina di lettere. Ci piacerebbe sapere cosa pensi di questo articolo. Scrivici a: posta@internazionale.it