**SASHA DUGDALE **
Da che il tempo è cambiato mi desto
Ogni mattina al coro degli uccelli
Già prima che cominci lo sogno
Forte, roco, sfrontatamente alto
E una volta mi alzai e scostai la tenda
Pensando che premessero atterriti
Contro il vetro come passeggeri
Ma il giardino era vuoto, notte fonda
Non un raggio di luce all’orizzonte
E tuttavia strillavano non visti
Tra le nebbie terribilmente
Migliaia di piccoli evangelisti
Quasi avessero una brace in gola
Cantavano dal male, dissonanti
Come si addice solo al mondo buio
Dell’insonne e dei viandanti
**Sasha Dugdale **
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Questo articolo è uscito sul numero 1300 di Internazionale, a pagina 96. Compra questo numero | Abbonati