I libri italiani letti da un corrispondente straniero. Questa settimana Salvatore Aloïse collaboratore della tv francotedesca Arte.
Ci sono luoghi che non vedi l’ora di visitare dopo averli incrociati in un libro. Deià, sull’isola di Maiorca, è tra questi. Il mare color cobalto e le case di pietra con le persiane verdi sulla copertina del romanzo suggeriscono perché nel 1929 i due poeti Robert Graves, britannico, e Laura Riding, statunitense, rimasero incantati da questo villaggio. Ben presto don Roberto e donna Laura sognarono di farne un piccolo Parnaso, accogliendo pittori, musicisti e scrittori. Un sogno sconvolto dalla guerra civile spagnola, evocata sulla stessa copertina da un aereo minaccioso, che spezzerà quell’esperienza. È la storia che irrompe nella vita quotidiana della comunità. Il romanzo convince anche perché non si sofferma solo sul gruppo d’intellettuali ma porta in primo piano chi vive ai margini di questa enclave, da Gelat, che è l’anima del villaggio, ai giovani Maria e Jordi che danno alla narrazione un respiro umano e tragico. Wu Ming 4, del collettivo di scrittori Wu Ming (senza nome, in cinese), torna così a Graves, già al centro di Stella del mattino (2008), per il secondo capitolo di un trittico a lui dedicato. Dopo la precipitosa partenza a causa della guerra, Graves tornerà a vivere a Deià. È sepolto nel cimitero del paese. Sulla lapide, oltre al nome, semplicemente “poeta”. ◆
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Questo articolo è uscito sul numero 1690 di Internazionale, a pagina 84. Compra questo numero | Abbonati