A quanto pare né il presidente né i suoi sostenitori hanno compreso l’ampiezza della rivendicazione popolare, calma ma risoluta, per un cambiamento radicale e immediato in Algeria. O forse hanno voluto far prevalere la volontà del clan su quella del popolo. Mentre milioni di algerini manifestano per invitarlo a rinunciare al quinto mandato, Abdelaziz Bouteflika manda al consiglio costituzionale un corteo di furgoni carichi di faldoni con le firme dei suoi sostenitori, nel tentativo di impressionare un popolo che però è ormai insensibile alle farse che hanno ridicolizzato la “democrazia” algerina.

C’è un enorme scarto culturale e di metodo tra un popolo che ha deciso di protestare civilmente e un regime che quando non può ricorrere alla repressione si rifugia nei vecchi trucchi. Il potere è imprigionato nel rifiuto di cedere alle richieste della popolazione, molto probabilmente perché Bouteflika non tollera di essere umiliato. Fin dalla sua ascesa opportunisti di ogni tipo, provenienti dalla cerchia del potere ma anche dall’opposizione, si sono sottomessi a lui, il presidente che aveva promesso privilegi per tutti. Bouteflika ha finito per convincersi che per mantenere il potere gli bastasse conservare questa corte. Il risultato è stato una depoliticizzazione del potere. Oggi in Algeria non resta che un’unica autorità, e i politici hanno abbandonato programmi e princìpi per far parte del regime.

Questo non riguarda solo Bouteflika. È l’intero sistema della “democratura” che, in piena crisi di sopravvivenza, è colpito dalla presa di coscienza della popolazione. Il regime si accorge improvvisamente che le cerchie ristrette e le clientele non possono più difenderlo dalla collera popolare.

Dato che non si era mai immaginato un risveglio popolare come quello a cui sta assistendo, forse Bouteflika spera che la contestazione si sgonfi rapidamente. Se è così, la sua ostinazione potrebbe rivelarsi molto pericolosa. ◆ as

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Questo articolo è uscito sul numero 1297 di Internazionale, a pagina 15. Compra questo numero | Abbonati