I libri italiani letti da un corrispondente straniero. Questa settimana Michael Braun del quotidiano berlinese Die Tageszeitung.

Wolfgang Abel e Marco Furlan sono due ragazzini della buona borghesia veronese. Ma nel 1977 commettono il primo di una lunga serie di assassini, tutti motivati dall’odio per i “subumani”, i rom, i gay, le prostitute o anche i sei avventori di un cinema porno di Milano che nel 1983 vengono arsi vivi. Tutti gli omicidi, 15 quelli rivendicati, dieci quelli per cui gli autori alla fine sono condannati, sono firmati dalla fantomatica Organizzazione Ludwig, formata secondo un loro proclama dagli “ultimi eredi del nazismo”. Malgrado questa impressionante scia di sangue il gruppo Ludwig è caduto nel dimenticatoio, tanto che il rogo del cinema milanese non è mai citato tra le grandi stragi fasciste che segnarono l’Italia dal 1969 in poi, forse perché Abel e Furlan sembravano due cani sciolti, più pazzi che nazisti. Alessandra Coppola nel suo brillante Fuoco nero ricostruisce la storia dei due, raccontandoci in maniera plastica la Verona di quegli anni: una città inondata dall’eroina, crocevia dell’eversione fascista. Con rigore e scorrevolezza l’autrice intraprende la fatica di analizzare più da vicino il percorso del gruppo Ludwig, grazie a nuovi testimoni e a vecchi documenti dei tribunali: con ogni probabilità quel gruppo non era frutto delle imprese di due pazzi, ma di una realtà ben più strutturata. ◆

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Questo articolo è uscito sul numero 1650 di Internazionale, a pagina 78. Compra questo numero | Abbonati