Con il volto cupo, il capitano Jan Dobrogowski si è presentato davanti ai passeggeri riuniti nel salone della Mv Hondius e ha dato la brutta notizia: un loro compagno di viaggio era morto. “Siamo convinti che, per quanto tragico, sia dovuto a cause naturali”, per poi aggiungere che secondo il medico di bordo l’uomo non era “contagioso” e quindi la nave era “sicura”. Era il 12 aprile 2026. Meno di due settimane prima Dobrogowski aveva riunito lo stesso gruppo per un brindisi inaugurale mentre la Hondius lasciava l’Argentina per solcare i mari dell’Atlantico del sud e osservare uccelli e altri animali in alcune delle isole più remote del mondo.
Ora invece i passeggeri cercavano di confortare Mirjam Schilperoord-Huisman, la vedova dell’uomo appena morto. Mirjam e il marito Leo Schilperoord, olandesi, entrambi di 69 anni, avevano attraversato il Sudamerica alla ricerca di uccelli rari. Dopo la morte di Leo, qualcuno ha chiesto a Mirjam se preferiva che la crociera fosse interrotta. “Siamo tutti qui con uno scopo”, avrebbe risposto la donna secondo Ruhi Cenet, documentarista turco a bordo della nave. Mirjam ha esortato gli altri passeggeri a proseguire il viaggio perché suo marito “avrebbe voluto che facessi lo stesso”. Nel giro di poche settimane altri due passeggeri sono morti, compresa Mirjam Schilperoord-Huisman.
La causa, secondo le autorità sanitarie, era quasi certamente la specie andina dell’hantavirus, una famiglia di virus trasmessi dai roditori che possono colpire anche esseri umani. Da quel momento un mondo ancora traumatizzato dalla pandemia di covid-19 ha osservato con ansia i passeggeri e l’equipaggio della Hondius, provenienti da almeno 23 paesi e sprofondati nell’incubo di un possibile focolaio in spazi ristretti e in mezzo al mare.
Mentre le autorità sanitarie cercavano di contenere il virus, capire come fosse arrivato a bordo e tracciare i contatti dei passeggeri già sbarcati, quelli rimasti sulla nave hanno descritto la loro odissea in interviste e post sui social media.
Alla fine la Hondius ha attraccato a Tenerife, nell’arcipelago spagnolo delle Canarie, nonostante i tentativi del governo locale per impedirlo, arrivando a suggerire che i topi a bordo potessero nuotare fino a riva e diffondere il virus sull’isola. Il 15 maggio l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha dichiarato che almeno dieci casi di hantavirus (otto confermati e due sospetti) erano collegati alla nave. Due dei tre decessi erano stati attribuiti al virus e c’erano forti sospetti sul terzo.
In tutto il mondo decine di persone sono state costrette a mettersi in quarantena per verificare la comparsa di sintomi durante il periodo di incubazione della malattia, che può durare fino a sei settimane. Negli Stati Uniti diciotto persone che erano state a bordo della nave sono state portate in strutture specializzate, e il 14 maggio le autorità sanitarie del paese hanno comunicato che ne stanno monitorando altre sedici che erano su un volo insieme a una persona che era stata contagiata, e sette sbarcate dalla nave da crociera ad aprile.
Sulla base delle conoscenze che si hanno sul virus e del contatto stretto e prolungato necessario per un contagio, gli esperti di salute pubblica ribadiscono che la minaccia per la popolazione è minima. Tuttavia, gli scienziati che studiano il virus da decenni avvertono che è imprevedibile e che, in determinate circostanze, può trasmettersi senza un contatto diretto.
Teorie fantasiose
Nell’ultimo mese lo spettro di un’altra pandemia ha spostato l’attenzione del mondo su una crociera. Tutto è cominciato con i passeggeri che socializzavano al tavolo del buffet per la colazione, sedevano uno vicino all’altro durante le conferenze sulla fauna selvatica e l’astronomia e facevano la fila per il gelato. Ma quando si è diffusa la notizia del contagio da hantavirus, si sono tutti messi in isolamento nelle cabine, cercando di sfuggire a un nemico invisibile che all’improvviso era diventato onnipresente come le onde che si infrangevano sotto di loro.
La Mv Hondius, che batte bandiera olandese e prende il nome da un cartografo fiammingo, è stata costruita per navigare in acque ghiacciate e raggiungere alcuni dei luoghi più remoti del pianeta. Accoglie amanti della natura ansiosi di ammirare i delfini antartici, le otarie orsine e varie specie di balene, pinguini e rari uccelli migratori. A bordo ci sono spesso docenti e guide naturalistiche.
Il viaggio della nave è cominciato il 1 aprile a Ushuaia, in Argentina, e prevedeva lo sbarco su diverse isole. Alcuni passeggeri hanno partecipato solo a una parte del percorso. A bordo c’erano anche un turco conosciuto online con lo pseudonimo “bird detective”, un influencer statunitense e una sfortunata coppia olandese.
Gli Schilperoord vivevano a Haulerwijk, nei Paesi Bassi, in una casa che confina con un bosco. Avevano l’abitudine di passeggiare per le strade tranquille e ordinate della zona alla ricerca di uccelli. Nei mesi prima di imbarcarsi sulla Hondius avevano girato il Sudamerica con un camper per osservare gli uccelli selvatici. Il 6 febbraio ad Algarrobo del Águila, in Argentina, avevano avvistato 36 specie, tra cui il tiranno dagli occhiali e lo strisciaterra del Chaco.
Da lì si sono diretti a Finca Cielo Verde, nella provincia nordoccidentale di Salta, dove secondo gli epidemiologi argentini c’è una lunga storia di infezioni da hantavirus. Gli Schilperoord hanno osservato il colibrì smeraldo e il cacholote golabianca. A marzo si sono spostati verso nordest. In un solo giorno, nella provincia di Corrientes, hanno visto 77 specie in tredici ore. Leo Schilperoord ha annotato tutti gli avvistamenti su eBird, un sito per appassionati di birdwatching. Prima della partenza della nave, alcune persone (molte avrebbero preso parte alla crociera) hanno visitato un luogo famoso per la varietà di uccelli a Ushuaia, poco lontano da una discarica conosciuta per la presenza di diverse specie di volatili.
In seguito si è diffusa la voce che la discarica fosse l’origine del focolaio. Inizialmente il governo argentino ha comunicato che Schilperoord aveva visitato la zona, senza però spiegare come fosse entrato in possesso di questa informazione. Diverse guide che hanno accompagnato gruppi di turisti nell’area di Ushuaia hanno sostenuto che la coppia di olandesi non era con loro.
Un portavoce del ministero della salute di Ushuaia ha smentito la teoria della discarica, definendola una campagna di disinformazione orchestrata per danneggiare la reputazione dell’area come destinazione turistica. Ciò che è certo è che Leo Schilperoord, che registrava in modo molto scrupoloso tutte le sue escursioni, non ha annotato nessuna visita lì. Il 30 marzo Schilperoord ha registrato l’avvistamento del cinclode alibarrate e del tiranno terragnolo facciascura in un ghiacciaio poco lontano da Ushuaia. Poi la coppia è salita sulla nave per un viaggio organizzato dalla Oceanwide Expeditions, per l’ultima traversata della stagione prima dell’arrivo dell’inverno nell’emisfero australe. Secondo la Oceanwide e l’Oms, in quel momento la nave trasportava 175 persone.
Waffles in compagnia
Jake Rosmarin, influencer statunitense che viaggia per il mondo, ha augurato ai suoi follower “un felice giorno dell’imbarco” con un video-tour della Hondius, mostrando l’area ristorante, le cabine, i distributori di caffè e la sala conferenze. Lo stesso giorno in cui Schilperoord ha avvistato un pinguino di Magellano e una berta grigia, lui ha annunciato online l’arrivo imminente di una tempesta. “Qui si mette male”, ha avvertito. “Vi aggiornerò presto”.
Pochi giorni dopo, mentre i passeggeri si preparavano a sbarcare sull’isola della Georgia del Sud, Rosmarin ha comunicato che il gruppo stava ricevendo istruzioni “sulla biosicurezza, per garantire che tutte le attrezzature siano pulite ed evitare di introdurre agenti esterni nel fragile ambiente della Georgia del Sud”. Schilperoord, nel frattempo, registrava l’avvistamento di un albatro reale del sud, un petrello azzurro e altri uccelli.
Prima di tornare a bordo, i passeggeri della Hondius sono dovuti restare immobili mentre una macchina con spazzole rotanti blu ripuliva le loro gambe, come in un autolavaggio. Poi hanno disinfettato gli stivali. “Ci siamo sottoposti a un’ispezione approfondita per la biosicurezza”, ha detto Rosmarin ai suoi follower. Nei giorni successivi i passeggeri si sono ritrovati ai tavoli del buffet e hanno cenato con piatti a base di trota al forno. Per la cena della domenica di Pasqua è stato servito l’agnello.
Il 6 aprile nella baia Godthul, sempre sull’isola della Georgia del Sud, Schilperoord ha annotato l’avvistamento di diciannove specie, tra cui una sterna antartica, un pinguino reale e una pispola della Georgia del Sud. È stato il suo ultimo appunto su eBird prima di sentirsi male. È morto cinque giorni dopo, l’11 aprile, dopo aver ricevuto cure intensive nell’infermeria di bordo. I passeggeri non sospettavano niente sulla presenza di un virus, così hanno continuato a partecipare alle attività di intrattenimento: lezioni di cucina, uncinetto, una serata-quiz in cui è emerso che la loro età media era compresa tra i sessanta e i settant’anni. Facevano anche lunghe camminate sul ponte 8.
◆ “Fortunatamente non siamo di fronte a una pandemia devastante come quella causata dal covid”, scrive David Wallace-Wells sul New York Times, “ma l’epidemia di hantavirus dimostra quanto il mondo sia impreparato anche davanti a una minaccia sanitaria minore”. Wallace-Wells individua cinque punti chiave della crisi. Il primo riguarda il lungo periodo di incubazione: il virus può restare silente fino a sei-otto settimane, rendendo molto difficile capire quanto si sia diffuso. Il secondo è che il contagio tra esseri umani è documentato: sulla nave un caso iniziale ne avrebbe generati altri nove, mentre un focolaio argentino del 2018-19 provocò 34 casi e 11 morti. Il terzo punto è che anche gli asintomatici possono trasmettere il virus, cosa che rendeva difficile contenere anche il covid. Il quarto riguarda le modalità del contagio: non sembra rapido come quello di altri virus respiratori, ma comunque può bastare un contatto ravvicinato breve perché ci sia trasmissione. L’ultimo punto è il fallimento della comunicazione pubblica: l’Organizzazione mondiale della sanità e i governi hanno diffuso indicazioni confuse e contraddittorie, minimizzando i rischi. Un errore di fronte a una malattia con una mortalità stimata tra il 30 e il 40 per cento.
◆ Il 18 maggio 2026 la nave Hondius ha concluso il suo viaggio arrivando a Rotterdam, nei Paesi Bassi. A bordo erano rimasti 25 membri dell’equipaggio e 2 medici, che dovranno stare in quarantena al porto.
Il 13 aprile, quando il capitano ha annunciato la morte di Schilperoord, la nave ha raggiunto l’isola di Tristan da Cunha, un territorio britannico con poco più di 200 abitanti. Nei tre giorni successivi, i passeggeri della Hondius hanno fatto il giro intorno all’isola a bordo di piccole imbarcazioni e sono scesi sulla terraferma per una visita. “Siamo passati davanti al supermercato, alla scuola, alle due chiese dell’isola e al pub”, ha spiegato Rosmarin ai follower. Secondo un resoconto pubblicato sul sito dell’isola, gli studenti della scuola St. Mary hanno mangiato waffles in compagnia di tre passeggeri della nave, mentre altri passeggeri hanno bevuto con quelli del posto all’Albatross pub, un evento che sul sito viene definito come “ricco di risate e racconti”.
Cenet, il documentarista turco, ha riferito che un piccolo gruppo di passeggeri aveva visitato una chiesa per partecipare a una funzione in memoria di Schilperoord. Il 16 aprile la nave ha raggiunto l’isola di Nightingale. Un video pubblicato da Rosmarin mostra alcune persone che inforcano i loro binocoli per osservare un rarissimo fringuello di Wilkins dal colore olivastro che si muoveva freneticamente su un ramo.
Poi anche Mirjam Schilperoord-Huisman ha cominciato a sentirsi male. Nonostante il mare calmo, la donna si reggeva ai parapetti della nave e accettava l’aiuto degli altri viaggiatori, che chiamava “i miei angeli custodi”, racconta Cenet. Dal 22 al 24 aprile circa trenta passeggeri sono sbarcati sull’isola di Sant’Elena. Tra loro c’era anche Schilperoord-Huisman, che avrebbe dovuto prendere un aereo diretto a Johannesburg insieme alle spoglie del marito e da lì rientrare nei Paesi Bassi.
La donna è salita a bordo dell’aereo su una sedia a rotelle, ma a quel punto le sue condizioni sono peggiorate. Gli assistenti di volo olandesi si sono presi cura di lei per circa un’ora. “L’equipaggio l’ha aiutata senza indossare nessuna protezione contro i virus, poi hanno servito snack e bevande a tutti i passeggeri del volo”, racconta Barbara de Beukelaar, che nella fila per l’imbarco si trovava subito dietro Schilperoord-Huisman. Secondo de Beukelaar, la donna sembrava esausta e profondamente triste.
◆ Durante il viaggio della Hondius si è parlato molto della possibilità che ci fossero topi a bordo, visto che l’hantavirus si trasmette normalmente attraverso urina ed escrementi dei roditori. Ma una nave come la Hondius è dotata di rigidissimi protocolli di biosicurezza: trappole sempre attive, controlli continui e cani addestrati a individuare eventuali roditori durante gli sbarchi sulle isole subantartiche, dove i topi potrebbero devastare le colonie di uccelli marini. Uno scienziato che era a bordo ha raccontato al New Yorker che a un certo punto molti passeggeri speravano che sulla nave ci fosse davvero un’infestazione di topi: sarebbe stata la spiegazione più semplice e meno preoccupante. Se invece non c’erano roditori, restava l’ipotesi più temuta, cioè il raro ceppo andino dell’hantavirus, capace di trasmettersi anche tra esseri umani.
L’equipaggio del volo ha deciso che Schilperoord-Huisman non era in condizioni di proseguire oltre Johannesburg. La donna è stata trasportata in ambulanza in una clinica locale, dove è morta il 26 aprile. L’Oms ha comunicato che i test condotti dopo il decesso avevano accertato il contagio da hantavirus. Il giorno dopo un’altra persona è stata portata via d’urgenza per motivi medici dall’isola di Ascension a Johannesburg, per ricevere cure intensive. In seguito è stato confermato che aveva contratto l’hantavirus.
Alla fine di aprile altri passeggeri della Hondius manifestavano sintomi della malattia, tra cui il medico di bordo che aveva curato la coppia di olandesi e un altro componente dell’equipaggio.
Il 2 maggio una donna tedesca che aveva passato del tempo con i due olandesi è morta a bordo della nave. I test condotti successivamente hanno confermato il contagio da hantavirus sia per la donna tedesca sia per il medico di bordo.
I giorni peggiori
Il 3 maggio la Oceanwide ha diffuso un comunicato annunciando che nell’Hondius era in atto “una grave emergenza medica”. La compagnia ha adottato misure di isolamento e ha chiesto alle autorità sanitarie di fare test approfonditi. Quel giorno, quando la nave ha raggiunto la sua destinazione successiva, Capo Verde, ai passeggeri non è stato permesso di sbarcare. Rosmarin si è rivolto ai suoi follower con una voce carica di emozione: “Attualmente mi trovo a bordo della Mv Hondius. Quello che sta succedendo è assolutamente reale”.
Quando l’equipaggio ha chiesto alle autorità di avviare i test medici, sono scattati immediatamente i protocolli fissati dall’Oms. Le autorità di Capo Verde hanno ricevuto l’allarme. L’ansia ha fatto il giro del mondo. “Quella situazione ci ha fatti sussultare”, racconta Ann Lindstrand, rappresentante dell’Oms a Capo Verde. Inizialmente lei temeva di essere di fronte a “un nuovo covid”. Alcuni specialisti sono saliti a bordo della Hondius per curare i passeggeri malati e fornire attrezzature protettive. Altre tre persone sono state fatte sbarcare d’urgenza, tra cui il medico di bordo e una guida britannica. Il corpo della donna tedesca è rimasto a bordo della nave. I passeggeri non sapevano quando, e dove, gli sarebbe stata concessa la possibilità di tornare sulla terraferma. “Sono stati i giorni peggiori”, racconta Javier Padilla, segretario di stato alla salute spagnolo (cioè il numero due del ministero) che ha ricevuto aggiornamenti sulle condizioni dei suoi connazionali a bordo della Hondius.
Quando il governo di Capo Verde ha fatto presente che il paese non aveva le risorse per gestire il focolaio, l’Oms si è rivolta alla Spagna chiedendo di poter inviare la nave alle isole Canarie. Il primo ministro spagnolo Pedro Sánchez ha accettato “per senso di solidarietà” davanti a una crisi globale. Il governo delle Canarie si è opposto con forza, ma alle 19:15 del 6 maggio la Hondius ha lasciato Capo Verde diretta verso l’arcipelago. A bordo il morale è migliorato e alcuni passeggeri hanno ripreso a osservare gli uccelli.
Il 9 maggio Fernando Clavijo, capo del governo delle Canarie, ha tentato per l’ultima volta di bloccare l’arrivo della nave inviando alla ministra della salute Mónica García la schermata di una ricerca fatta con un software di intelligenza artificiale, secondo cui “i ratti sono eccellenti nuotatori e possono sopravvivere in acqua per lunghi periodi”. Poche ore dopo, García ha risposto con un rapporto tecnico in cui si precisava che difficilmente potevano esserci ratti a bordo della Hondius e che in ogni caso quelli associati con le infezioni da hantavirus non sono abili nuotatori.
Mentre un aereo della protezione civile spagnola sorvolava la nave, Yogurtcuoglu, il “bird detective” turco, con indosso una maschera protettiva ha continuato ad aggiornare i suoi lettori. “Oggi la nostra traversata oceanica si è ufficialmente conclusa”. In uno scatto pubblicato online, ha immortalato un uccello planante, un drone e un elicottero in volo sopra una vicina discarica. Poco dopo, alcuni operatori con tute protettive sono saliti a bordo.
La sera dell’11 maggio, mentre i passeggeri venivano diretti uno dopo l’altro verso dei voli charter (e in molti casi verso diverse settimane di quarantena), gli esperti sanitari di tutto il mondo faticavano a rintracciare tutte le persone che potevano essere entrate in contatto con il virus. Poco dopo le 19, la Hondius ha suonato la sirena quattro volte e ha ripreso il mare aperto per un lungo viaggio verso i Paesi Bassi, dove sarebbe stata sottoposta a disinfezione. ◆ as
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Questo articolo è uscito sul numero 1666 di Internazionale, a pagina 18. Compra questo numero | Abbonati