Che gli anni ottanta siano stati un decennio “spensierato e superficiale” è quasi un luogo comune. Che quel periodo sia stato anche “violentissimo e misterioso” è assai meno noto. Eppure appare evidente – a partire dalla copertina: un indovinello malinconico – sfogliando questo terzo album della serie _C’era una volta in Italia _che fa seguito a quelli dedicati ai decenni precedenti. Il periodo si apre con la marcia dei 40mila, l’arresto di Patrizio Peci delle Br, le stragi di Ustica e Bologna, e si chiude con la svolta del Pci alla Bolognina, mentre cade il muro di Berlino e ha luogo la repressione degli studenti a piazza Tiananmen. In mezzo ci sono la tv che acquista un ruolo sempre più importante diffondendo calcio, cultura e moda; i soldi che girano a partire dalla Milano “da bere”; la mafia che entra in guerra facendo “più di diecimila vittime”. La scansione cronologica combinata con l’erudizione e l’interesse di Deaglio per il lato notturno della storia d’Italia permettono di tenere insieme cronaca e politica, economia e sport, cultura di massa (Carrà, Jovanotti, Arbore) e letteratura (Eco, Tondelli, Levi), di scoprire connessioni che altrimenti sfuggirebbero. Per ogni anno dati, fatti, fotografie, ma anche testi, fonti e approfondimenti fanno capire come lì affondino le radici di tante cose, non sempre belle, che ancora stiamo vivendo. ◆

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Questo articolo è uscito sul numero 1651 di Internazionale, a pagina 82. Compra questo numero | Abbonati