Non è un buon momento per noi cinquantenni. Oltre a dare pessima prova in politica e in economia, ora presenziamo un popolare reality belga in cui le nostre gesta amorose da separati vengono vagliate dai figli ventenni. In Ma mère, ton père (TF1), adulti single si corteggiano in una villa, mentre a distanza i loro ragazzi, davanti a una parete di monitor, ne amministrano la vita sentimentale. Combinano appuntamenti, interrogano i pretendenti, diagnosticano blocchi emotivi e concedono l’approvazione finale. Perfino le sedute con la sessuologa, lì per aiutare gli adulti a riscoprire il desiderio, avvengono sotto il loro sguardo. Per l’intimità ci si può riparare nella romantic room, ma solo per pochi minuti. I genitori tornano adolescenti, devono dimostrare di non essersi fatti sedurre dalla persona sbagliata e i figli indossano i panni dei consiglieri matrimoniali. Non è il grande fratello: è tuo figlio, e lo fa per il tuo bene. In Francia qualche psicologo ha intravisto nello show un’atmosfera vagamente incestuosa; più semplicemente, racconta la famiglia contemporanea: priva di gerarchie, ma affollata di controllori. Non sono stati i figli a conquistare l’autorità, sono gli adulti ad averla deposta, chiedendo in cambio di essere compresi. I genitori avevano le regole, i ragazzi hanno le diagnosi. Visto che oggi una diagnosi possiede più autorità di una regola, lasciamo che siano loro a stabilire chi siamo e con chi possiamo andare a letto. ◆

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Questo articolo è uscito sul numero 1686 di Internazionale, a pagina 80. Compra questo numero | Abbonati