Dopo l’incidente Alex Zanardi seppe conquistarsi una ribalta televisiva di grande impatto. Senza retorica, raccontò con generosità le imprese che lo attendevano, e non indugiò su quelle che lo avevano quasi ucciso. Ironico e ostinatamente positivo, fu addirittura ospite del David Letterman show. Vorrei ricordare qui una testimonianza personale. Nel 2013 fu invitato a Volo in diretta (Raitre), trasmissione condotta da Fabio Volo. L’idea cinica e goliardica degli autori era quella di parodiare Sfide, popolarissima serie dell’epoca sulle parabole degli sportivi. Zanardi avrebbe dovuto narrare in terza persona la sua carriera, fino all’incidente del 2001 di cui avrebbe svelato la “vera” ragione: ospite del fantomatico mago Fly (Volo), si sarebbe prestato al classico numero della persona tagliata in due. Qualche secondo di suspence teatrale e il mago imbranato avrebbe affondato la sega in modo errato, sbagliando clamorosamente e finendo con l’amputare le gambe del pilota. Con notevole sorpresa degli autori, consapevoli dell’azzardo, Zanardi si disse divertito dall’idea e si mise a disposizione per girare la scena. Richiamò solo per accertarsi che le gambe finte fossero realizzate con tutta la cura possibile e, a dimostrazione di un autentico rigore che arrivava fino al dettaglio, ci tenne a comunicare un dato che nessuno aveva avuto la lucidità e la prontezza di chiedergli: il suo numero di scarpe. ◆

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Questo articolo è uscito sul numero 1664 di Internazionale, a pagina 90. Compra questo numero | Abbonati