Poco dopo la dichiarazione con cui Oliver North annunciava che non si sarebbe candidato per un secondo mandato alla presidenza della National rifle association (Nra), la principale lobby delle armi degli Stati Uniti, Letitia James, procuratrice generale dello stato di New York, ha aperto un’inchiesta sullo status giuridico dell’organizzazione. Attualmente l’Nra non paga le tasse nello stato di New York perché è registrata come associazione non profit. Durante la campagna elettorale del 2018 James, che è stata eletta con il sostegno del Partito democratico, aveva definito l’Nra “un’organizzazione terroristica”.

La sua indagine coincide con un aspro conflitto interno all’Nra, esploso quando l’amministratore delegato Wayne LaPierre ha detto di essere stato minacciato da Oliver North, ex colonnello dei marines famoso per il suo ruolo nello scandalo Iran-Contras sotto l’amministrazione di Ronald Rea­gan. North avrebbe detto di essere pronto a svelare irregolarità finanziarie e accuse di molestie sessuali se LaPierre non si fosse dimesso. A sua volta LaPierre ha accusato North di aver sottratto fondi all’organizzazione attraverso la Ackerman McQueen, una società appaltatrice che gestisce l’emittente online Nra Tv. Lo scontro è diventato pubblico poco prima che alcuni importanti politici repubblicani, tra cui il presidente Donald Trump, partecipassero al congresso dell’Nra a Indianapolis, nell’Indiana.

Durante il meeting dell’Nra ad Atlanta, in Georgia, nel 2017 (Scott Olson, Getty)

Progetti bocciati

Il problema principale dell’Nra sta nel fatto che le sue casse non sarebbero esattamente piene. Da quando è stato eletto Trump, infatti, l’organizzazione è stata colpita da un calo delle entrate prodotte dalle adesioni (il 21 per cento in meno rispetto al 2016, secondo l’organizzazione per la difesa della trasparenza OpenSecrets) e si tr0va ad affrontare una prolungata indagine federale su presunti legami con funzionari russi.

A questo si aggiungono le difficoltà politiche. Di recente l’Nra ha fallito nel tentativo di far approvare tre importanti leggi al congresso: la prima avrebbe fatto in modo che il permesso di portare armi non in vista concesso da alcuni stati fosse riconosciuto anche dagli altri con una legislazione simile; la seconda serviva a cancellare il divieto ai bump stock, dispositivi che di fatto trasformano un fucile semiautomatico in un’arma automatica (illegale negli Stati Uniti), vietati dal dipartimento di giustizia dopo la strage di Las Vegas del 2017; la terza legge avrebbe reso più facile comprare un silenziatore. Tutte queste iniziative sono state bocciate anche grazie alla pressione dei gruppi che chiedono maggiori controlli sulle armi, diventati più forti dopo una serie di stragi, da quella di Las Vegas a quella in un liceo di Parkland, in Florida, dove sono morte 17 persone.

Da sapere
Vendite in calo
u Controlli sui precedenti di chi compra un’arma negli Stati Uniti, milioni. Questo dato non comprende tutti gli acquisti di armi, ma è indicativo del volume totale di vendite. (fonte: fbi)

Nonostante le difficoltà, l’Nra può contare ancora su alleati potenti, a cominciare da Trump, e dopo che i democratici hanno conquistato la maggioranza alla camera l’organizzazione ha di nuovo un nemico contro cui aizzare i suoi sostenitori. Ma agitare lo spauracchio della sinistra potrebbe non bastare a garantire l’unità di cui l’Nra ha bisogno per realizzare i suoi obiettivi al congresso.

L’indagine di Letitia James, la disputa con la Ackerman McQueen e i problemi economici impediranno all’organizzazione di dedicare tutte le risorse disponibili al suo programma politico. Come se non bastasse, lo scontro ai vertici non è ancora finito: serve un successore di North e lo storico avvocato dell’organizzazione, Steve Hart, è stato appena sospeso. ◆ as

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Questo articolo è uscito sul numero 1306 di Internazionale, a pagina 20. Compra questo numero | Abbonati