I libri italiani letti da un corrispondente straniero. Questa settimana la freelance norvegese Eva-Kristin Urestad Pedersen.

Francesco De Carlo è un comico. Non solo, è uno dei pochissimi comici italiani ed europei ad avere successo negli Stati Uniti, dove la stand-up comedy è davvero considerata una cosa seria. Nonostante la sua carriera oltreoceano (e in Italia), De Carlo ha anche scritto un romanzo e, contrariamente a quanto uno si potesse immaginare, non è un libro comico. Anzi, di comico I malviventi ha ben poco, soprattutto se consideriamo che la tragica storia di Vito e i suoi amici del quartiere Portuense a Roma è basata su eventi realmente accaduti. Per intrattenere un pubblico per una serata intera non basta una battuta o due, bisogna convincerlo che valga la pena di stare attento tutta la serata. È così anche per i romanzi: non basta un evento scioccante per scrivere un romanzo completo, ma De Carlo si dimostra capace di trasformare una realtà a tratti incredibile in un racconto che regge. Fin dalla prima pagina c’è una tensione nell’aria che non lascia nessun dubbio: prima o poi succederà qualcosa di molto brutto e tu, il lettore o la lettrice, vuoi scoprire cosa. I malviventi forse non è il più bel libro che leggerai quest’anno ma è un romanzo che ti intrattiene mentre (o forse proprio perché) ti spaventa. ◆

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Questo articolo è uscito sul numero 1682 di Internazionale, a pagina 79. Compra questo numero | Abbonati