Quando lo scorretto smaltimento delle acque reflue del cantiere di un centro commerciale con annesso complesso residenziale minacciava di contaminare l’acqua di centinaia di case a Sonsonate, nel Salvador, gli attivisti e i leader della comunità hanno presentato ricorso a un tribunale specializzato. La ministra dell’ambiente e delle risorse naturali Lina Pohl ha fatto analizzare l’acqua e, trovate le tracce della contaminazione, ha sospeso i lavori.

Rivolgersi a un tribunale per denunciare presunte violazioni della legge potrebbe non sembrare una novità assoluta, ma nel Salvador, fino a pochi anni fa, la giustizia in materia ambientale tendeva a favorire i ricchi costruttori legati ai politici. Nel 2014, per riequilibrare la situazione, il paese centroamericano ha istituito tre tribunali regionali specializzati in questioni ambientali. “In questo modo i cittadini hanno la possibilità di rivolgersi alla giustizia per i casi che riguardano l’ambiente”, spiega Salvador Recinos dell’ong Salvadoran ecological unit.

chiara dattola

Corruzione e tempi lunghi

In tutto il mondo i sistemi giudiziari hanno difficoltà a dirimere in modo rapido ed equo le controversie ambientali a causa della corruzione, dei tempi lunghi dei processi e di giudici poco preparati in materia. I tribunali specializzati sono nati per offrire un importante strumento di difesa in caso di danni all’ambiente. Nel 2009 ce n’erano appena 350 nel mondo, mentre oggi sono almeno 1.200 in 44 paesi. Operano in tutti i continenti tranne l’Antartide, con varie responsabilità e competenze, ma l’obiettivo è lo stesso: decidere in tempi rapidi, con equità e a costi inferiori rispetto a quelli della giustizia tradizionale. A quanto pare, per farlo bisogna essere specializzati.

Prendiamo il caso dell’India. L’inquinamento idrico e atmosferico ha gravi ripercussioni sull’ambiente e sulla salute pubblica, ma la giustizia ordinaria è notoriamente lenta e alcune cause si trascinano anche per più di dieci anni. Nel 2011 è stato inaugurato il National green tribunal, che ha sedi in tutto il paese ed è composto da giudici specializzati in materia ambientale e consulenti scientifici. Il tribunale opera in vari modi. A volte, invece di limitarsi a emettere sentenze, media tra attivisti, aziende e istituzioni per trovare insieme le soluzioni, come nel caso del graduale ritiro dalla circolazione dei veicoli più vecchi per ridurre l’inquinamento.

In Australia, la Land and environment court del New South Wales, attiva dal 1980, si è occupata di casi legati allo sviluppo sostenibile e al cambiamento climatico, e ha salvaguardato le coste e i parchi nazionali. Con il tempo ha ampliato le sue funzioni diventando una delle corti ambientali più innovative. Offre vari tipi di risoluzione dei conflitti. Per esempio, permette alle parti di arrivare a un accordo evitando la sentenza di un giudice. Secondo un rapporto del Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente (Unep), alla base del successo della corte ci sono una leadership forte, finanziamenti costanti e sostegno politico.

I tribunali specializzati, però, sono tutt’altro che perfetti. Come spiega George Pring dell’Unep, alcuni esperti li contestano per principio sostenendo che emettono sentenze di parte, che i vantaggi sono inferiori ai costi e che sono un rimedio parziale a un problema più grande, cioè la debolezza dei sistemi giudiziari.

In India non sempre le sentenze sono eseguite e il tribunale non ha la possibilità né le risorse per approfondire tutti i casi. Nel Salvador i giudici si occupano anche di altro, sottraendo tempo ed energia alle cause ambientali. In almeno sette paesi, tra cui Bahamas, Paesi Bassi e Sudafrica, i tribunali ambientali sono stati sospesi per mancanza di fondi, scelta politica o pressioni di gruppi d’interesse. È anche difficile giudicare con obiettività il valore delle decisioni delle corti in un mondo in cui il diritto ambientale si evolve continuamente e il cambiamento climatico pone nuove sfide.

Ma anche se i tribunali specializzati non hanno un approccio universale alla risoluzione delle controversie in materia ambientale, in molti paesi, dal Salvador all’India e all’Australia, si sono dimostrati efficaci. Nei prossimi anni, con l’intensificarsi delle minacce poste dal cambiamento climatico, probabilmente continueranno a rappresentare un importante baluardo contro la distruzione dell’ambiente. ◆ sdf

Internazionale pubblica ogni settimana una pagina di lettere. Ci piacerebbe sapere cosa pensi di questo articolo. Scrivici a: posta@internazionale.it

Questo articolo è uscito sul numero 1259 di Internazionale, a pagina 109. Compra questo numero | Abbonati