— profonda, e col tempo le cicatrici suppurano.
La sferzata comunque sia di un giorno tra tanti in cui lavori per campare.

Il risveglio dei nervi, la tua vita non può ridursi a questa meschinità. Scrivi, SCRIVI.

Alle sei del pomeriggio, parte prima, parte vorace, del giorno finita,

comincia la seconda, coca ghiacciata e cioccolato, scarica di zucchero al cervello.

E con la penna, la tastiera, sottrarre la giornata alla mediocrità

e poco importano gli strappi, che si concluda, giustificata.

Anna Ayanoglou è una poeta nata in Francia nel 1985 da madre francese e padre greco. Dal 2014 vive a Bruxelles, dove conduce il programma radiofonico Et la poésie, alors?. Quest’anno sarà al festival di Internazionale a Ferrara sabato 3 ottobre per un incontro dedicato alla sua prima raccolta tradotta in italiano, Il filo delle traversate (Valigie Rosse 2025). La traduzione dal francese di questo testo, inedito, è di Francesca Spinelli.

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Questo articolo è uscito sul numero 1683 di Internazionale, a pagina 90. Compra questo numero | Abbonati