Pedro Juan Gutiérrez

Tutte le Avane del cubano Pedro Juan Gutiérrez vivono nella sua memoria: quella brutale e notturna come quella dell’infanzia. Meccanica popolare _nasce quasi per caso, quando lo scrittore trova per strada alcuni vecchi numeri dell’omonima rivista di scienza e tecnologia che leggeva da bambino. Li compra e, sessant’anni dopo, qualcosa si risveglia. Questi diciassette racconti attraversano tre decenni di vita cubana, dagli anni cinquanta ai settanta. Gutiérrez lavora con memoria e intuizione: “Prendi un pezzo da qui, un altro da là, e prepari una buona insalata”. Al centro c’è Carlitos, un bambino che cresce tra giochi, amori, incidenti e sconfitte mentre intorno a lui Cuba cambia e si sgretola. È un Gutiérrez diverso da quello della _ Trilogia sporca dell’Avana (Edizioni e/0 2000). Là dominavano sesso, violenza, rabbia e un linguaggio brutale; qui lo sguardo è più innocente. Anche perché lo scrittore stesso è cambiato: “Se sei furioso, deluso, incazzato con la vita, scrivi con furia, violenza, sporcizia. Se sei più tranquillo, descrivi altre cose”. La rivoluzione rimane sullo sfondo, senza essere nominata direttamente: attraversa la vita di Carlitos più che diventare argomento politico.
Paloma Navarro Nicoletti, **
**Gatopardo

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Questo articolo è uscito sul numero 1686 di Internazionale, a pagina 82. Compra questo numero | Abbonati