Al primo lungometraggio Nicola Sorcinelli mostra le difficoltà, fisiche e psicologiche, che i migranti devono affrontare lungo la cosiddetta “rotta balcanica”, ma anche la compassione e l’empatia che possono incontrare lungo il cammino. Il direttore d’orchestra Nazar (Karimi) e suo figlio Jalil (Wafaei), suonatore di tuba, sono fuggiti dall’Afghanistan dopo che i talebani hanno messo al bando la musica, sperando di raggiungere l’Italia. Incontrano Greta (De Angelis), giovane medica ancora convinta di poter fare la differenza. Un piccolo film sulle piccole vittorie contro la frustrazione e la disperazione. Marc van de Klashorst, International Cinephile Society

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Questo articolo è uscito sul numero 1686 di Internazionale, a pagina 80. Compra questo numero | Abbonati