Il documentario Don’t look back in anger, prodotto dalla Disney, racconta il ritorno degli Oasis e la riconciliazione tra Noel e Liam Gallagher dopo quindici anni di silenzio. Il film ripercorre brevemente il successo della band negli anni novanta e lo scioglimento del 2009, ma evita di spiegare nel dettaglio le cause del litigio, chi abbia favorito il riavvicinamento e come questo abbia inciso sulla famiglia. Il racconto si concentra invece sulle prove e sul tour del 2025. Liam appare inizialmente scontroso, ma sorprende per la professionalità: rinuncia ad alcol e sigarette e affronta le canzoni con grande serietà. Il primo concerto a Cardiff è il momento più emozionante: il pubblico accoglie la band con un entusiasmo travolgente. Il documentario segue poi i concerti da Manchester e Dublino fino a Tokyo, New York e São Paulo, mostrando storie di fan per i quali la musica degli Oasis ha avuto un significato profondo. Il limite principale è narrativo: dopo il trionfo di Cardiff, i concerti successivi finiscono per ripetere la stessa formula. Inoltre vengono evitati temi controversi, come i prezzi troppo alti dei biglietti, le vecchie polemiche di Liam e la malattia del chitarrista Bonehead. Ne risulta un ritratto del gruppo affettuoso ma poco approfondito, più interessato alla musica e all’euforia della reunion che ai conflitti del passato. Per chi ha assistito al tour, resta però un potente ricordo del ritorno degli Oasis e forse un’anticipazione di nuovi concerti in arrivo.
Mark Savage, Bbc

Don’t look back in anger (Simon Emmett)

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Questo articolo è uscito sul numero 1682 di Internazionale, a pagina 82. Compra questo numero | Abbonati