Provare dolore potrebbe non essere un’esclusiva dei vertebrati. Uno studio ha documentato le reazioni dei grilli (Acheta domesticus) a uno stimolo termico: quando un’antenna veniva toccata con una sonda calda, gli insetti si toccavano ripetutamente la parte colpita, con una frequenza e una durata insolite. Se invece la stessa sonda era a temperatura ambiente, mostravano solo una breve reazione di allerta, per poi riprendere l’attività normale. Nei vertebrati la reazione di toccare la parte del corpo scottata viene letta come una naturale reazione al dolore: perché non dovrebbe essere così anche per i grilli? La ricerca riaccende il dibattito sollevato dalla Dichiarazione di New York del 2024, firmata da oltre 500 scienziati e filosofi, secondo cui insetti, crostacei e polpi potrebbero avere una qualche forma di coscienza. La questione, però, non è solo teorica. I grilli sono allevati su larga scala per produrre mangimi e per il consumo umano: se si ammette la possibilità che provino dolore, anche il loro benessere dovrebbe entrare nelle valutazioni etiche e normative. ◆

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Questo articolo è uscito sul numero 1666 di Internazionale, a pagina 105. Compra questo numero | Abbonati