In Tormenta l’inverno stringe in una morsa la cittadina di Lawford, nel New Hampshire settentrionale. Wade Whitehouse, il poliziotto e spazzaneve del paese, rifiutato dalla sua famiglia e noto a tutti come un ubriacone instabile e litigioso, detesta il freddo, così come detesta vedere così raramente la figlia Jill, così come detesta il suo rapporto umiliante con il capo, così come detesta le sue incertezze e la propria depressione. Questo sesto romanzo di Russell Banks è un accuratissimo ritratto psicologico e, come tutti i ritratti che vanno in profondità, rivela contraddizioni sorprendenti. Autodistruttivo ma resistente, ingenuo ma anche acuto, Wade desidera disperatamente essere un buon padre, ma ogni volta che resta solo con Jill le cose vanno storte. La storia di Wade la racconta il fratello minore, più istruito, Rolfe, storico scapolo: “La sua storia è la mia vita fantasma”, dice Rolfe, “e voglio esorcizzarla”. _Tormenta _comincia con una misteriosa scomparsa e con la ricostruzione dettagliata del ritratto di chi è scomparso. Rolfe è deciso a registrare ogni contatto fugace e ogni scambio apparentemente insignificante degli ultimi giorni di Wade, perché, all’inizio del romanzo, Wade Whitehouse o è morto o è un fuggitivo che non darà più notizie. La sua assenza risuona in tutto il romanzo, che è in effetti una evocazione della sua presenza, intensa e carica di suspense. Accanto alla sua inclinazione per la tragedia, Russell Banks possiede una mano astuta per la commedia nera e con pazienza persegue un’idea assurda per tutto il romanzo. Wade, già alienato, è ulteriormente tagliato fuori dalla comunità umana dal suo interesse sempre più irrazionale per la morte di un cacciatore di cervi, Evan Twombley, nei fitti boschi dove era stato condotto dalla sua guida, Jack Hewitt, un ex atleta arrogante che Wade vede come una versione più giovane di sé. Wade intraprende una frenetica, talvolta farsesca, ricerca per dimostrare che la morte di Twombley non è il goffo incidente autoinflitto che sembra, ma un omicidio compiuto a sangue freddo da Jack. Questo romanzo invernale, che ci fa sentire freddo a ogni pagina ed è così colmo di una sorda violenza, è magnificamente convincente.
Laurel Graeber,
The New York Times
(1989)
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Questo articolo è uscito sul numero 1663 di Internazionale, a pagina 84. Compra questo numero | Abbonati