Il licenziamento improvviso di Olivier Nora, storico direttore delle edizioni Grasset, segna una nuova tappa in quella che qualcuno ha definito la “bollorizzazione” del mondo editoriale francese, seguita all’acquisizione del gruppo Hachette, nel 2023, comprato dal miliardario bretone Vincent Bolloré. La decisione, legata a contrasti interni tra cui l’arrivo dello scrittore Boualem Sansal e alla pubblicazione del suo prossimo libro, fortemente voluti da Bolloré, ha suscitato sorpresa e preoccupazione tra autori e addetti ai lavori. Nora sarà sostituito da Jean-Christophe Thiery, figura vicina a Bolloré. Diversi autori denunciano un rischio per la libertà editoriale e il pluralismo culturale, tradizionalmente associati a Grasset. Si parla di “deriva a destra” e di “fascistizzazione dell’editoria”. E in tanti annunciano la loro uscita dalla casa editrice: alcuni stanno organizzando un’azione collettiva per riottenere i diritti delle proprie opere ed evitare che siano gestiti dal gruppo, come sta già accadendo a Fayard, altra casa editrice dell’universo Hachette.
Libération

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Questo articolo è uscito sul numero 1661 di Internazionale, a pagina 90. Compra questo numero | Abbonati