Il 12 aprile i peruviani sono andati alle urne per eleggere il presidente e il parlamento, che per la prima volta dal 1993 tornerà ad avere due camere. Le urne hanno aperto in ritardo in molte zone del paese, inclusa la capitale Lima, e 63mila persone non hanno potuto votare anche perché mancavano le schede. “Per risolvere il problema”, scrive Bbc mundo, “l’autorità elettorale ha prolungato il voto di un giorno”. Nessuno dei 35 candidati alla presidenza ha ottenuto il 50 per cento dei voti, quindi si andrà al ballottaggio il 7 giugno. La leader del partito di destra Fuerza popular Keiko Fujimori (nella foto), figlia dell’ex dittatore Alberto Fujimori, che governò il Perù dal 1990 al 2000, è in vantaggio con quasi il 17 per cento delle preferenze. Data la lentezza dello spoglio, tre giorni dopo il voto ancora non si sa chi sarà l’avversario di Fujimori al secondo turno delle presidenziali. ◆
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Questo articolo è uscito sul numero 1661 di Internazionale, a pagina 32. Compra questo numero | Abbonati