A differenza del cuore, le persone tendono a prestare poca attenzione ai polmoni e alla qualità dell’aria. Se si trascorre molto tempo al chiuso, spiega lo pneumologo e ricercatore tedesco Kai-Michael Beeh in un’intervista con la Süddeutsche Zeitung, aumenta la concentrazione di CO2 che respiriamo e quindi anche quella nel sangue. Aprire le finestre e fare dei respiri profondi ci fa sentire subito meglio. Inoltre, quando si sta seduti alla scrivania il respiro si fa superficiale ed entra poca aria nei polmoni, ecco perché si sbadiglia più spesso. Per compensare la cattiva qualità dell’aria in città Beeh consiglia di evitare le strade principali, e di andare regolarmente nei boschi o al mare, dove l’elevata salinità dell’aria fluidifica il muco e libera le vie aeree. Qualsiasi attività sportiva che acceleri la respirazione è un buon allenamento per il diaframma e per i muscoli respiratori e aiuta a espellere più velocemente le impurità.
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Questo articolo è uscito sul numero 1651 di Internazionale, a pagina 108. Compra questo numero | Abbonati