“La decisione di Donald Trump di adottare un approccio più morbido a Minneapolis si spiega anche con lo scontro nella sua amministrazione sulla politica migratoria”, scrive Vox. Dopo l’uccisione di Alex Pretti da parte di agenti federali, nella Casa Bianca è emersa una linea aggressiva sostenuta dalla segretaria del dipartimento per la sicurezza nazionale Kristi Noem e dal consigliere Stephen Miller, e una più istituzionale guidata da Tom Homan, incaricato della gestione del confine. Di fronte alle critiche e al calo nei sondaggi, Trump ha ridimensionato Noem e affidato a Homan la supervisione delle operazioni in Minnesota. “Il 4 febbraio Homan ha annunciato che 700 agenti federali lasceranno Minneapolis”, scrive il New York Times. “Altri duemila rimarranno sul campo e si concentreranno sulla detenzione di persone con precedenti penali che rappresentano un rischio per la sicurezza”.

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Questo articolo è uscito sul numero 1651 di Internazionale, a pagina 33. Compra questo numero | Abbonati