In molti paesi europei la pubblicazione di 3,5 milioni di documenti relativi al caso Jeffrey Epstein ha messo in difficoltà diverse figure pubbliche, svelando o confermando i loro legami con il finanziere, anche dopo la sua condanna del 2008 per sfruttamento sessuale di minori. Come racconta Le Monde, il 1 febbraio si è dimesso il laburista britannico Peter Mandelson ( nella foto ), ministro nei governi di Tony Blair. In Norvegia è emerso invece che i rapporti tra la principessa Mette-Marit ed Epstein erano più stretti di quanto si credesse, mentre in Slovacchia si è dimesso Miroslav Lajčák, che ha lasciato l’incarico di consigliere del primo ministro Robert Fico dopo la rivelazione dei suoi incontri con il finanziere. Secondo il Daily Mail i nuovi documenti – in cui il nome del presidente russo Vladimir Putin compare più di mille volte – rivelano anche l’esistenza di un rapporto privilegiato tra Epstein e i servizi segreti di Mosca. Secondo il tabloid, che cita fonti dell’intelligence britannica, dai fascicoli si intuisce che “Epstein agiva per conto di Mosca, facilitando incontri segreti tra ragazze russe e alcuni degli uomini più potenti del mondo”. L’obiettivo era metterli in imbarazzo per renderli ricattabili.
Internazionale pubblica ogni settimana una pagina di lettere. Ci piacerebbe sapere cosa pensi di questo articolo. Scrivici a: posta@internazionale.it
Questo articolo è uscito sul numero 1651 di Internazionale, a pagina 29. Compra questo numero | Abbonati