◆ Le isole Svalbard, a metà strada tra la costa settentrionale della Norvegia e il polo nord, sono considerate il punto del pianeta che si sta riscaldando più rapidamente. Eppure la popolazione locale di orsi polari sembra essere in ottima salute, rileva uno studio pubblicato su Scientific Reports. A causa dell’aumento della temperatura del mare di Barents, il ghiaccio marino intorno all’arcipelago dura due mesi in meno rispetto a venti anni fa, e gli orsi devono nuotare tra i duecento e i trecento chilometri per raggiungere la banchisa. Dovrebbe essere una pessima notizia per questi animali, che hanno bisogno del ghiaccio per cacciare le foche, ma secondo lo studio la popolazione delle Svalbard è rimasta stabile negli ultimi anni e le dimensioni e il peso degli esemplari esaminati sono addirittura aumentati. I ricercatori ipotizzano che la riduzione del ghiaccio marino potrebbe aver costretto le foche dagli anelli a concentrarsi in un’area più piccola durante la stagione della riproduzione a primavera, rendendo più facile catturarle. Inoltre gli orsi potrebbero aver trovato nuove fonti di cibo, come le renne e i trichechi, in ripresa dopo anni di caccia eccessiva, le uova degli uccelli marini o altre specie di foca, che si stanno diffondendo nell’arcipelago a causa del cambiamento climatico. Ma anche se gli orsi sono in grado di adattarsi al cambiamento climatico meglio del previsto, è improbabile che queste soluzioni possano permettergli di sopravvivere se il ghiaccio marino scomparirà del tutto.

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Questo articolo è uscito sul numero 1651 di Internazionale, a pagina 104. Compra questo numero | Abbonati