“Ho odiato la chitarra”, ha dichiarato recentemente Nate Amos dei Water From Your Eyes, “e a un certo punto ho capito che non c’è niente di più divertente di un assolo di chitarra”. Affermazioni che spiegano il cambio stilistico del nuovo album. Combinando umorismo ed esistenzialismo, Amos e Rachel Brown ci affascinano con la loro irrequietezza. Ne sanno abbastanza dei canoni pop per manipolarli, passando dall’easy listening alla musica microtonale. Considerare It’s a beautiful place divertente sarebbe come dire che Fargo è una commedia su un venditore di auto usate e definirlo un disco di chitarre non renderebbe giustizia all’ampiezza degli stili con cui si misura. Rispetto al precedente Everyone’s crushed, influenzato dalla rabbia post-pandemica, qui ci sono più speranza ed energia. Per il duo di Chicago “niente è importante o tutto è importante”: un’affermazione di Brown che dice molto dell’esistenzialismo cosmico presente in questo lavoro e qualcosa anche della sua attenzione ossessiva per i dettagli. I brevi brani ambient in apertura (One small step) e in chiusura (For mankind) hanno gli stessi suoni, per rendere circolare l’universo della band.
Philip Sherburne, Pitchfork
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Questo articolo è uscito sul numero 1629 di Internazionale, a pagina 86. Compra questo numero | Abbonati